“Piacenza città in declino”
Pugni, 5 Stelle: “Con noi la ripresa”

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Andrea Pugni
Andrea Pugni

La prima impressione, incontrando Andrea Pugni, candidato sindaco designato nelle “comunarie” pentastellate, è quella di avere di fronte l’esponente di un movimento securitario. “A Piacenza – così Pugni – si stava bene quindici-vent’anni fa, ora no”.
In che senso?
“Ad esempio si poteva uscire tranquillamente, giorno e sera, oggi non più. La città è insicura. E sporchissima. Esagero? Non credo proprio, e comunque in una scala da uno a dieci, alla nostra città do cinque. Certo, il reddito pro-capite è discreto ma la qualità della vita è altra cosa: l’aria che respiriamo è pessima e a me non sta bene che i miei figli respirino quest’aria. La qualità della vita, insomma, è più importante dei depositi bancari”.
Che progetto di città ha in mente?
“Considerando il nostro potenziale, che è quello di una città appena sopra i centomila abitanti, penso che Piacenza debba ambire al modello alto di città emiliana. Parma, Modena, Reggio ce l’hanno fatta, noi non ancora. Io immagino una città che giochi le sue carte nella cultura (come nel caso del Guercino), una città in grado di attrarre. Se si vuole uno slogan dico: cultura, turismo, manifattura. Per lo sviluppo economico, naturalmente, il discorso è un po’ più complicato; noi di sicuro siamo contrari al consumo di suolo, e ogni riferimento alla logistica è puramente voluto, ma più in generale penso alla bellezza del nostro circondario che già non c’è più”.
Scusi, ma questo – con sfumature di differenza – lo sostengono e lo propongono nei loro programmi tutti i partiti in lizza.
“Non mi dica che sono diventati tutti grillini! E comunque sull’ospedale e sulla piscina proprio non mi sembra e in ogni caso per fare cosa nuove ci vuole un personale nuovo”.
Lei ha affermato che gli altri candidati sono sostenuti dai soliti poteri. Chi e quali sono i poteri forti?
“Sembra che i programmi si assomiglino tutti ma, per esempio in tema di ambiente, non accetto che tutti si pensino come noi… forse Rabuffi, questo lo concedo. Comunque ora, in una fase di evidente declino, la città ha bisogno di un sindaco forte. Figura forte è stato il primo Reggi, non il secondo e tantomeno Dosi, il sindaco uscente. C’è bisogno di un trascinatore”.
Lei è un trascinatore?
“Vengo dal privato (banca, ndr), dirigo tre filiali. Il trascinatore lo faccio nel lavoro e vorrei farlo  da sindaco. Tutti dicono la stessa cosa? Rispondo che l’interprete fa la differenza”.
In ogni caso non ha risposto: chi e quali sono i poteri forti?
“Io e la mia squadra non abbiamo dietro nessuno. Sfido gli altri, Rizzi e Barbieri in primis, a dire se sono realmente liberi”.
Sì, ma chi sono questi poteri forti? Da cittadini elettori vogliamo saperlo. Perché lei è così reticente a dire chi sono a Piacenza i poteri forti?
“Suvvia, chi ha deciso gli ultimi sindaci? Lo sanno tutti”.
Dottor Pugni, speravamo uscisse dalla retorica elettorale…
“Rispondo con una domanda: perché i miei comunicati stampa non escono mai su ‘Libertà’?”
Ora è più chiaro. Tornando nel merito del programma, come potrà, da sindaco, aiutare i giovani e la nuova imprenditoria?
“Ritengo che ci siano resistenze a lasciare spazio ai giovani, alle nuove generazioni. Ecco, bisogna fare largo alle nuove idee, alle forze giovani. Ad esempio, se vincessimo noi il nodo della presidenza del consiglio comunale lo risolveremmo a favore di un giovane. I giovani vanno valorizzati, responsabilizzati. Poi, i sindaci devono essere a disposizione di tutti, vicini al cittadino. Ribadisco: serve entusiasmo, carica”.
Infine, dunque, il Movimento 5 Stelle sarebbe in grado di cambiare la città?
“Considero il voto a me e al Movimento un voto di proposta e speranza, certo non un voto di protesta”.
E l’inceneritore? Lo chiuderete?
“Sì, naturalmente pensando a nuove, praticabili, soluzioni”.

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