A meno dieci dalla capolista Pro Piacenza di Arnaldo Franzini, per il Piacenza di Roberto Venturato si profila un Natale ghiacciato.
I biancorossi sono infatti stati gelati per la quarta volta in campionato, e la caduta (3-1) sul campo dell’Aurora Seriate conferma dolorosamente come esonero di Viali e tirate d’orecchi ai giocatori da parte di società e nuovo mister abbiano prodotto finora risultati modesti. L’approccio alla partita con l’Aurora è parso in effetti troppo molle per sfangare l’ennesimo rovescio: vero che i biancorossi, una volta sotto di due gol, hanno cercato di rimettere in piedi il match, ma vero anche che ormai – come ha spiegato lo stesso mister – l’incontro aveva già preso una brutta piega, e così al 2-1 di Amodeo è poi seguito (seppur nel finale) il terzo gol dei padroni di casa. Ritmo e voglia di usare la “sciabola” evocata dal mister sono fattori irrinunciabili in un campionato che – come ha ammonito il diesse Gianni Rubini nella recente intervista a Corriere Padano – “è quasi una C2” per organizzazione delle partecipanti e capacità di produrre buon calcio.
Superfluo rimarcare che urge una robusta sterzata, prima di tutto mentale. Non sono solo i dieci punti di distacco dal Pro in fuga a far preoccupare i tantissimi supporters biancorossi, ma anche il fatto che almeno Inveruno, Legnago, Pontisola, Caravaggio e Pro Sesto sembrano poter competere tanto quanto il Piace per i primissimi posti: vincere nel match del 22 dicembre al Garilli con la Castellana sarà fondamentale per un Natale meno freddo.
Più serene – anche se la trasferta a Caravaggio del 22 sarà un test molto severo, viste le assenze di Marmiroli e Cazzamalli squalificati – saranno certamente le feste per il Pro Piacenza. I rossoneri hanno schiantato per 4-0 l’Alzano Cene, cogliendo il quarto successo di fila e mostrando come il gioco di squadra esalti anche le qualità dei singoli. Le doppiette di Franchi e Matteassi confermano la facilità nell’andare in rete (11 gol nelle ultime due partite) della squadra di Franzini (nella foto a sinistra), la cui unica preoccupazione – in questo momento – è chiudere in bellezza prima della sosta natalizia e tenere alti la tensione mentale e il grado di qualità atletica dei suoi giocatori, capaci di approcciare bene anche le partite sulla carta più morbide e di mettere a frutto il lavoro svolto in settimana.




