93 anni di storia a prezzi stracciati
Terza asta, si farà avanti qualcuno?

215

Il Piacenza Football Club nacque nel 1919 da un gruppo di studenti e lavoratori che elessero come presidente il 18enne studente Giovanni Dosi, e per incredibile coincidenza potrebbe sparire in questo 2012 nel quale la città ha scelto come proprio sindaco un altro Dosi, Paolo, alle prese con una delle più difficili composizioni di Giunta che si ricordino. Pura e semplice casualità, è evidente, ma ormai ogni fatto – in questo 2012 in salsa Maya – sembra avere un che di vagamente apocalittico e imperscrutabile.
La vera e concreta domanda, però, resta una: è davvero possibile che a nessuno interessi rilevare, a cifre ormai irrisorie, la più importante e gloriosa società sportiva della città? Il quesito (un po’ agghiacciante, dopo promesse di interessamento lanciate pressochè da ogni pulpito politico e imprenditoriale…) non può non risuonare dopo che oggi è andata deserta anche la seconda asta per rilevare quel che resta di una realtà capace nella sua storia di disputare 8 campionati di serie A (uno in più di Cremonese, Mantova e Varese, due in più del Pescara, cinque in più della Reggiana, tanto per fare qualche paragone) e di far conoscere la nostra città anche in angoli del mondo che mai avrebbero sospettato la nostra esistenza.
Vero che gli anni di Cagni, Mutti, Guerini, Materazzi e Novellino (per non citare Titta Rota, Gibì Fabbri e i ‘Papaveri’) possono sembrare ai più distratti solo sbiadite cartoline lontane, ma soltanto 19 anni orsono la città – tutti: bambini, giovani, adulti, donne, anziani… – impazziva per la prima conquista del massimo palcoscenico calcistico nazionale, mentre ora sembra incapace perfino di tenere in vita una vicenda umana quasi secolare, attraverso la quale è anche possibile rileggere parte del dna e del carattere degli stessi piacentini.
Vero che altri sport – ciclismo, motonautica, volley, rugby, atletica e basket su tutti – hanno regalato grandi gioie a Piacenza in questi anni, e vero anche che ci sono mille motivi per avere perplessità (perchè basta rileggersi le cronache degli ultimi due anni, anzi bastano quelle degli ultimi mesi per saperlo) ad entrare nel calcio di oggi, però a nessuno che abbia esultato per le prodezze griffate da Piovani, De Vitis, Stroppa, Luiso, dagli Inzaghi e da mille altri può essere levato un dubbio un po’ amaro e un po’ furente:  possibile che il Piacenza Football Club, che su wikipedia ha una voce in ben 24 lingue diverse, non interessi a nessuno? Possibile che mentre l’Europeo di foot-ball (così si scriveva quando nascevano i biancorossi) che sta per iniziare promette di essere il più seguito di sempre, si pensi proprio qui che il calcio non ha futuro? Possibile che ci si debba aggrappare alla terza asta, annunciata per i prossimi giorni con il titolo sportivo a soli 50mila euro e senza l’obbligo di assumere i dipendenti? Possibile che debba finire così?

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.