Avete presente quella scena di “Notte prima degli esami” in cui il Prof. Martinelli dice al protagonista del film, ovvero il giovane Luca Molinari “l’importante non è quello che trovi alla fine di una corsa…l’importante è quello che provi mentre corri”, per aiutare lo svogliato studente romano a digerire il più classico dei due di picche (peraltro ad opera della figlia dello stesso insegnante)? Ecco, se i tifosi del Piacenza volessero prendere per buone le parole del rigido professore di cui sopra, non potrebbero che portare nel cuore la primavera del 2019. Sì perché nei 42 giorni che vanno dal 23 marzo al 4 maggio dello scorso anno, i supporters biancorossi hanno veramente provato di tutto. Prima una timida illusione, diventata un sogno a mano a mano che i sabati passavano (e i punti di distacco dall’Entella diminuivano), poi l’euforia per il sorpasso ai liguri effettuato nello scontro diretto del Garilli, infine la delusione per il disastro di Siena dell’ultima giornata. Oggi che il calcio è senza ombra di dubbio l’ultimo dei nostri problemi (chi l’avrebbe mai detto?), proviamo a ripercorrere quei giorni carichi di tensione, speranze ed emozioni. Partiamo da un presupposto: a fine marzo, in pochi avrebbero scommesso sul Piacenza in serie B diretta. L’Entella di Boscaglia, oltre a 3 punti di vantaggio (virtualmente 6, se si considera che i chiavaresi dovevano ancora recuperare la partita interna contro la Lucchese) sui ragazzi di Franzini, potevano contare su una rosa tanto lunga quanto forte. Sabato 23 marzo le distanze rimangono invariate: l’Entella non va oltre lo 0-0 casalingo contro il Siena, il Piace esce indenne da Arezzo (in Toscana finisce 1-1). Martedì 26 marzo, l’Entella gioca l’ultimo dei numerosi recuperi che ha dovuto affrontare negli ultimi mesi (l’avversario, come scritto in precedenza e’ la Lucchese) e ne viene fuori un altro pareggio. A 7 gare dal termine e con lo scontro diretto del Garilli ancora da giocare, i biancorossi sono a meno 4. Distanza che resterà invariata per due turni (il Piacenza batte Alessandria e Arzachena, mentre l’Entella ha la meglio su Novara e Albissola); ma il 13 aprile, mentre Ferrari e Corradi ribaltano il Cuneo al Garilli, Iocolano e compagni ci lasciano le penne in casa della Pro Patria. A 4 giornate dal termine, il Piacenza è a -1 dalla testa della classifica. Prima della sfida stellare tra le prime due della classe, giovedì 18 aprile, l’Entella supera l’Arezzo al comunale di Chiavari, mentre un guizzo di Ferrari all’ultimo secondo consente alla banda di Franzini di espugnare Lucca. Martedì 23 aprile, davanti a un Garilli esaurito in ogni ordine di posto, l’ex di turno Sestu firma il sorpasso sulla squadra di Boscaglia incornando un traversone di Terrani a metà del secondo tempo.Sembra fatta, ma pochi giorni dopo, al Garilli, davanti a un’Olbia che battagliera è dire poco, il Piacenza vince nei minuti finali (decisiva la doppietta nella ripresa di Terrani) al termine di un match soffertissimo, mentre i diavoli di Chiavari passeggiano ad Alessandria sulla Juventus U23. Si arriva così al giorno decisivo: sabato 4 maggio è l’ultima di campionato. Piace a Siena seguito da 3000 tifosi che colorano Piazza del Campo, mentre l’Entella se la vede con la Carrarese di Baldini. Come sia andata a finire quel sabato (e nei successivi playoff) lo sappiamo tutti (e, di certo, non è il caso di ricordarlo). Che dire: all’arrivo non c’è stata la tanto agognata serie B, ma se proprio si vuole valutare quella rincorsa alla luce delle parole del Prof. Martinelli, non si può nascondere il fatto che la rincorsa all’Entella sia stata una delle pagine più emozionanti (ovviamente sia nel bene che nel male) della storia recente del Piacenza Calcio. Anzi, ce ne vorrebbero altre di primavere come quella del 2019. Con un finale diverso, sia ben chiaro.
Sasi




