A Viali è venuta la sindrome del sequel. Come Stallone e l’infinita saga dei Rocky e dei Rambo: il film del tecnico racconta di una squadra con i super muscoli che stende tutti gli avversari e chiude in trionfo. Trama scontata, ma avvincente per questo Piacenza “2” che tanto assomiglia a quello dell’anno scorso. E che è già campione d’incassi con le quasi 1.500 tessere staccate dal club biancorosse. Un primato in serie D, ma guardato con una certa invidia anche in Lega Pro. Viali direbbe (o dirà) che siamo matti a esibire tanto ottimismo dopo appena tre giornate, ma se l’andazzo è questo sarà dura per il tecnico imitare Grisù (per gli Under 40 il draghetto che voleva essere un pompiere) e tenere a freno l’euforia. La vittoria di Lecco è stata una dimostrazione di potenza emblematica e i numeri confortano i voli di Pindaro. I biancorossi hanno realizzato otto reti e ne hanno subite appena tre in altrettante giornate di campionato. Soprattutto in questo primissimo scorcio di campionato, a parte l’evidente superiorità tecnica dimostrata sul campo, emerge la straordinaria capacità realizzativa degli attaccanti. Marrazzo ha esibito subito il suo repertorio di cecchino lanciando la sfida a Spampatti per il trono di capocannoniere del girone, ma a Lecco si sono visti anche De Vecchis nella perfetta imitazione del miglior Moscardelli e quel giovanissimo Martino che ha l’unico difetto di essere solo in prestito dal Parma. Se in gol vanno i terminali offensivi significa che l’allenatore ha indovinato subito l’assetto della squadra e se in più si aggiunge il prezioso contributo che arriva dalla sontuosa giovane panchina, ha voglia Viali a prendere in mano l’idrante. Questo Piacenza, parlando chiaro, è la vera favorita di un torneo che sin qui non lascia intravedere all’orizzonte un possibile vero rivale per la la conquista del primo posto. In testa ci sono le sorprese Inveruno e Castellana, ma si dovrà forse fare più attenzione alla Pro Sesto e magari al Pro Piacenza, la cui partenza lenta non deve trarre in inganno. Soprattutto in vista del derby in programma tra due settimane. Il Piacenza, però, è partito davvero forte e ha davanti tre gare al Garilli che possono rappresentare un bel trampolino di lancio per una possibile fuga. Le possibilità ci sono, alimentate pure dal fatto che Viali non ha neppure sfruttato risorse di lusso come Pani o lo stesso Bovi. Pani sta al Piacenza come Lorente sta alla Juve. E’ stato il colpo della sessione estiva del mercato, ma sin qui ha giocato solo qualche spezzone di gara. Non è in condizione, arriva da un’annata difficile, ma più prima che poi dovrà dimostrare di essere il giocatore in grado di fare la differenza e trascinare i compagni. Per il momento è una riserva di lusso. Un lusso che solo il Piacenza oggi può concedersi. Anzi, chiamiamoli effetti speciali in questo sequel che fa già presagire il più classico degli happy end.




