Per il Grana Padano buoni risultati 2020. Pedretti: “Il nostro futuro è nel rispetto dell’ambiente”

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Come si dice, la notizia era nell’aria. L’ufficialità si è avuta qualche giorno fa quando alla mezzanotte tra il 10 e l’11 marzo è entrata in vigore l’accordo tra il presidente degli Stati Uniti Biden e l’Unione Europea di sospendere per almeno quattro mesi l’applicazione dei dazi imposti dalla Casa Bianca due anni fa e legati alla vicenda Airbus. Un provvedimento che per le eccellenze alimentari italiane può significare un nuovo inizio in una situazione così difficile per l’economia del Paese. Gli Usa rappresentano il terzo mercato per il Grana padano con 146mila forme spedite da gennaio a ottobre 2020. 

Giancarlo Pedretti, presidente del settore lattiero caseario di Confcooperative e membro del Cda del Consorzio Grana Padano in rappresentanza della cooperazione, è visibilmente soddisfatto della notizia, ma si schernisce, minimizza. Sottolinea invece come le ricadute sulla domando non saranno immediate perché era iniziato da mesi lo stoccaggio per creare una riserva da offrire al mercato durante i quattro mesi di moratoria. Una sorta di pudore perché a conti fatti i consumi globali di Grana Padano, “il prodotto Dop più consumatori al mondo”, non solo tengono, ma addirittura crescono: “In effetti l’export non è andato male – esordisce Pedretti – il Grana Padano ha più che tenuto…”.  Dopo ricorrenti sollecitazioni qualche dato in più viene fuori: “I consumi hanno registrato un aumento del 3,7 nel mondo con le prime stime di produzione a fine 2020 in crescita del 2% per un giro di affari complessivo di 3,5 miliardi di cui oltre il 40% realizzato dall’export. I dati forniti dal Consorzio ci dicono poi come la Germania si conferma primo mercato estero – rappresenta il 27% della quota export – con un incremento del 7% dei consumi retail rispetto allo scorso anno. Bene anche Svizzera (+8%), Belgio (+6) e Francia (+5%).  Il mercato interno ha sofferto nel settore della ristorazione, alberghiero e catering reagendo invece significativamente nel retail con un +7,1%”. Pedretti conclude l’analisi con la sua proverbiale moderazione: “In effetti abbiamo tenuto, non è andata male…”. Facciamo notare che il Grana Padano, dati forniti dal Consorzio, ha chiuso il 2020 registrando nel mese di dicembre un aumento a doppia cifra rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: commercializzate 488.255 forme, il 12,7 % in più rispetto a dicembre 2019.

Dal grana al latte il passo è breve e le turbolenze dovute ai volumi altalenanti di produzione si apprende siano oggetto di una concreta attenzione da parte del settore lattiero caseario aderente ad Alleanza Nazionale delle Cooperative. Si tratta di uno studio per la realizzazione di un impianto di polverizzazione del latte che negli auspici dovrebbe contribuire a stabilizzare il mercato del latte ed a proteggere le produzioni Dop. Un progetto che potrebbe trovare spazio nel Piano Nazionale di Ripresa

L’attenzione si sposta poi sul mercato interno, sulle sue articolazioni e sulle attese dei consumatori: “Negli anni i consumi cambiano perché cambiano le abitudini, cresce l’attenzione ad una alimentazione più consapevole, più sana. E poi la grande sfida per il futuro sarà sicuramente la ricerca della sostenibilità ambientale di tutta la filiera di produzione. Ma vediamo come si articola ora la domanda di Grana Padano. Alla punta classica di circa un chilogrammo si aggiungono sempre più pezzature inferiori fino ai 500 grammi. Il Grana Padano grattugiato che sta registrando percentuali di aumento molto significative a vantaggio di una cucina di casa più sbrigativa. Anche il Grana Padano Riserva (+ 20 mesi di stagionatura) ed il Riserva Oro (oltre 24 mesi di stagionatura) si stanno affermando sempre più a dimostrazione che la qualità ha sempre un grande appeal”.

Pedretti chiude con un appello alla responsabilità ambientale e sottolineando come sia diventata la stella polare della cooperazione: “Il nostro futuro sta nella ricerca della sostenibilità di tutta la filiera dalle stalle, ai caseifici, alle campagne. Siamo tutti coinvolti. Sono convinto che i consumatori non faranno sconti: ci chiedono rispetto per l’ambiente e trasformazioni sostenibili. Molto responsabilmente il nostro impegno si deve sviluppare nella direzione indicata. Posso assicurare che  i nostri caseifici aderenti a Confcooperative hanno aderito ad una verifica volontaria che va dalla certificazione delle stalle da cui proviene il latte alla sostenibilità della trasformazione in caseificio”.

Pedretti

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