di Comitato Pertite – Il 9 aprile alle 21, presso l’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, in via Sant’Eufemia 12 a Piacenza, si svolgerà un incontro pubblico organizzato dal Comitato per il parco Pertite al quale interverrà anche il Sindaco Dosi.
Nell’incontro si potranno discutere, per la prima volta pubblicamente, le proposte del Comitato e le intenzioni dell’Amministrazione Comunale riguardo ai modi e ai tempi per arrivare a fare un parco urbano nell’area militare Pertite.
Uno degli scopi dell’iniziativa è quello di superare il metodo del monologo, favorire la circolazione delle informazioni e permettere il confronto alla pari delle diverse posizioni.
Alcune anticipazioni sul tema sono state pubblicate in questi giorni. Il Sindaco Dosi prima e il Consigliere comunale Foti poi sono intervenuti per esporre, tramite la stampa, i loro punti di vista, in particolare su come ottenere la disponibilità dell’area.
Il Sindaco Dosi ha dichiarato che “si tratta di individuare un percorso di acquisizione” e che “se i militari la donassero, la Pertite sarebbe un parco dal giorno dopo”; il Consigliere Foti, ha affermato che “conviene puntare da subito sull’ottenimento della concessione dell’ex Pertite per poi arrivare alla sua acquisizione”.
Entrambi sostengono che, comunque, la destinazione urbanistica a parco della Pertite, oggi classificata dal PRG come area militare, va effettuata nell’ambito del nuovo PSC (ex PRG) e delle trattative sull’insieme delle aree militari.
Il generale Farinelli, ex Direttore dell’Arsenale, precisa che le Autorità militari dispongono solo dell’uso delle aree che occupano. Qualora cessino le esigenze della difesa nazionale, l’Ente proprietario, cioè il Demanio dello Stato, “una volta tornato nel pieno possesso del bene, forse può utilizzarlo come crede e magari anche regalarlo al Comune…dopo profonda bonifica…”.
L’architetto Maccagni (ex dirigente del Comune con il ruolo di responsabile del PSC) sostiene che la variante del PRG per destinare a parco l’area Pertite è vietata dalla legge e prospetta gravosissimi lavori e spese di bonifica: “l’asportazione di un metro di terreno su tutta l’area…300.000 metri cubi di rifiuti speciali…3.500 autotreni necessari” per il trasporto.
Di tutti questi aspetti si parlerà nell’incontro pubblico del 9 aprile.
Qui vogliamo solo rammentare che il Comitato ha sempre proposto:
– in primo luogo, l’ottenimento della concessione in uso della porzione di area (circa 80.000 mq) non più utilizzata dall’esercito e già inserita nell’elenco dei beni trasferibili al Demanio dello Stato e, successivamente, della restante parte una volta dismessa (le affermazioni del generale Farinelli, ovviamente, sono esatte);
– in secondo luogo, la definitiva cessione dell’intera area a titolo gratuito (ci siamo basati su casi reali di cessioni gratuite di beni militari, Consigliere Foti noi non crediamo a babbo natale) o almeno al costo più basso possibile per la collettività.
Ogni accordo è rinviato a quando si sarà insediato il Governo, al quale spettano le decisioni.
Per quanto concerne il problema della bonifica, i dati reali sono questi: la Direzione del Polo di Mantenimento sta efettuando i lavori di rimozione dei rifiuti sepolti abusivamente in una zona dell’area Pertite. Com’è noto, è in corso un processo per l’accertamento delle responsabilità di questa discarica abusiva e il Comune si è costituito parte civile chiedendo un risarcimento.
Nel dopo-guerra è stata effettuata la bonifica bellica e, da allora, l’area è stata utilizzata dal personale militare e civile del Ministero della Difesa e anche abitata da famiglie.
Inoltre, negli anni ’80, si sono svolti all’interno dell’area, un concerto con il cantante Battiato e manifestazioni sportive e musicali che hanno coinvolto le scuole.
Per quanto ci risulta, non è stata fatta, ad oggi, un’analisi a tutto campo sull’area per verificare la presenza di eventuali sostanze inquinanti. Se ci fosse una situazione di pericolo sarebbe molto grave, dato che l’area è circondata da scuole frequentate da bambini di tutte le età e da abitazioni. Se l’architetto Maccagni possiede dei dati, lo invitiamo a renderli pubblici, citando le fonti. In caso contrario è bene che si astenga dal creare inutili allarmi al solo scopo di dimostrare che il parco Pertite non si può fare.
Ma nel frattempo vorremmo conoscere dal Sindaco l’esito degli incontri che ha avuto con le Autorità militari, di cui ha fatto cenno la stampa.
Per avere l’area non basta aspettarla, bisogna chiederla. Lo ha fatto? Che cosa Le hanno risposto?
Infine ricordiamo che il preliminare di PSC, adottato dalla Giunta Reggi-Cacciatore nel luglio 2011 (http://web2.comune.piacenza.it/territorio/psc/psc-documento-preliminare allegato 2 – Masterplan delle aree militari), prevede tuttora che le principali aree militari di Piacenza, compresa la Pertite, diventino edificabili. Questa previsione urbanistica, il cui scopo dichiarato è l’incremento di valore delle aree militari, inciderà, nel corso delle future trattative, sulla valutazione delle aree stesse, sia che vengano concesse in uso, sia che vengano cedute in proprietà. Questo è uno dei motivi per cui sosteniamo che è necessaria una variante del PRG che destini subito a parco l’area Pertite, sgombrando il campo da ogni possibile sopravvalutazione derivante da ipotesi edificatorie.
La variante del PRG per un’opera pubblica, quale è il parco Pertite è espressamente consentita dalla legge e non il contrario, come chiunque può verificare consultando l’art. 41 della legge regionale 20/2000, che rimanda all’art. 15 della legge regionale 47/1978. I testi di legge citati saranno consultabili in occasione dell’incontro pubblico.
Quello del 9 aprile sarà il primo degli incontri che il Comitato Pertite, e gli altri che vorranno aggregarsi, organizzerà per tenere informata la cittadinanza, ricevere suggerimenti e rapportarsi pubblicamente con le Istituzioni, alle quali spetta adottare gli atti necessari. Rinnoviamo l’invito alle cittadine e ai cittadini a partecipare e a esprimere le loro opinioni.




