Progetto parcheggio sotterraneo, manca la condivisione con la città

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La protesta più urgente riguarda l’assenza di condivisione con i cittadini per quanto riguarda decisioni e strategie sul futuro della città. Oltreché, naturalmente, e questo è forse ancor più grave, la latitanza di una visione complessiva di come sarà o dovrebbe essere Piacenza nei prossimi anni. Questioni che trapelano dal dibattito intorno al Psc e alla ormai nota questione dell’ex Pertite.

Numerose sono le voci che chiedono che venga stralciato il progetto del parcheggio sotterraneo di piazza Cittadella, voci finora ignorate. Ma argomentazioni contrarie sono state espresse di recente anche dall’associazione Piacenza Bene Comune, dal Movimento 5 Stelle, dal geologo Giuseppe Marchetti, dal presidente di Italia Nostra Francesco Valenzano, dal referente di Alba Piacenza Leo Bolliger e riprese con vigore da un intervento a firma di 60 cittadini (che pubblichiamo integralmente a parte) inviato in questi giorni agli organi di stampa  che ribadisce come questo progetto crei molti più problemi di quelli che vorrebbe risolvere. Ma soprattutto viene contestato il fatto che si tratti di un progetto condiviso, come invece  sostenuto sul quotidiano locale dal vicesindaco Francesco Cacciatore nel tentativo di fornire “con spirito costruttivo” notizie utili ai cittadini sull’intervento.

“Condiviso da chi? – scrivono nella nota  i firmatari (tra i quali citiamo, tra gli altri, il geologo Giuseppe Marchetti, la presidente di Legambiente Laura Chiappa, l’urbanista Lorenzo Spagnoli, l’ex presidente dell’Ordine dei Medici Giuseppe Miserotti) – Il Consiglio Comunale lo ha condiviso unicamente nel 2008, quando ha approvato il bilancio e l’elenco delle opere pubbliche che prevedevano il parcheggio da 768 posti auto (inizialmente dovevano essere 1.000). In seguito, però, per quanto risulta dagli atti resi noti dal Comune, le varie diminuzioni fino agli attuali 210 posti pubblici e 50 privati per un importo di 8,9 milioni di euro più IVA sono state deliberate solo dalla Giunta. Se le cose stanno così, il progetto approvato dal Consiglio e quello in corso d’esecuzione sono uguali solo di nome”. E i cittadini? “Sul sito del Comune sono pubblicati solo: una breve relazione tecnica, i tempi per l’esecuzione del nuovo tratto fognario, l’annuncio di una futura informazione e consultazione pubblica sul progetto di arredo della piazza, la data presunta di fine lavori del parcheggio (2015). Per quale motivo la popolazione non è stata informata e consultata prima, anche riguardo a quello che avverrà nel sottosuolo e ai cambiamenti che questo comporterà nell’immediato e in futuro nella zona e in città? Come può il Vicesindaco parlare di progetto condiviso?”

Alle preoccupazioni dei cittadini per i rischi archeologici dei lavori di scavo il vicesidaco ha rassicurato sul parere favorevole della Soprintendenza archelogica: “È vero – si risponde nella lettera – la Soprintendenza ha dato parere favorevole, poiché le ricerche finora effettuate non avrebbero individuato strutture di valore monumentale; tuttavia ha segnalato che la zona è estremamente ricca di presenze archeologiche” e per diversi motivi accuratamente esposti si ritiene inammissibile procedere nei lavori senza aver effettuato ulteriori indagini preventive nel sottosuolo. Si lamenta inoltre che “i cittadini non sono stati informati dei contenuti e dei tempi del progetto se non dalla stampa, nell’imminenza dell’inizio dei lavori, fra l’altro con cifre spesso diverse, evidentemente fornite dal Comune”.

Forse l’Amministrazione comunale ha sottovalutato l’impatto sull’opinione pubblica (soprattutto qualificata) di un progetto destinato a mutare la percezione stessa di una porzione di città, facendolo, per così dire, passare sottotraccia.

“A partire dalla conformità del progetto al Piano Regolatore, che non è stata rispettata – si legge nella nota dei Sessanta – Infatti, come prescrive la legge urbanistica regionale, il Piano Regolatore è dotato di una disciplina particolareggiata del centro storico che stabilisce, fra l’altro, gli usi e gli interventi ammessi, caso per caso, in determinati spazi pubblici, definiti ambiti di riqualificazione, tra cui alcune piazze. Abbiamo già segnalato che la norma (art. 19.06) prevede espressamente, e senza possibilità di equivoci, un parcheggio sotterraneo non in Piazza Cittadella, ma in Piazza Casali”. L’assessore Cacciatore ora dice di guardare avanti ragionando tutti assieme sulla nuova piazza ma “Come si può “ragionare tutti assieme”, se prima partono i lavori, senza nemmeno sapere come sarà sistemata la piazza? Quali saranno le destinazioni degli edifici circostanti? Si tratta di decisioni da assumere ben prima, non dopo!”.

Vengono infine elencate – come suggerito da molti – le possibili alternative di nuovi parcheggi nella zona nord della città “le aree del Laboratorio Pontieri che si affacciano su Viale Maculani, in sostituzione del parcheggio sotto la piazza Cittadella, e poi l’ex scuola ENEL di Viale Risorgimento, le aree stradali di Viale S.Ambrogio-Via Legione Zanardi Landi, i terreni già occupati dagli sfasciacarrozze lungo Via XXI aprile, i fasci di binari dello scalo merci della stazione ferroviaria, il piazzale dello scalo ferroviario militare in Via Pisoni”. E ci si chiede: “Alla fine, con meno soldi e tempo di quelli necessari per la realizzazione del parcheggio sotterraneo di Piazza della Cittadella, e senza dover fare i conti con le incognite dei rischi archeologici, quante di queste aree si possono espropriare, acquistare o affittare, e quanti posti auto pubblici di superficie si possono ricavare? Sicuramente molti più di 210!”

Una risposta a tutte queste obiezioni, domande e sollecitazioni l’amministrazione comunale dovrebbe essere tenuta a fornirla. Magari – si suggerisce – in un incontro pubblico, aperto a tutti i cittadini. Si chiama democrazia partecipativa.

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