
Papero Editore, la casa editrice di Gabriele Dadati, Davide Corona e Melissa Minò, torna a far parlare di sé con una nuova campagna di crowdfunding, il metodo che ha scelto ormai da un paio d’anni per coinvolgere i lettori nelle sue pubblicazioni. Dopo Grazia Cherchi e Rosa Rosà, l’editore piacentino ha “ripescato” la scrittrice piemontese Amalia Guglielminetti e la sua raccolta di racconti intitolata “Quando avevo un aman- te”. Ora, per vederla in libreria i lettori sono chiamati “alle armi” per preordinare una o più copie del titolo e aiutare l’editore a fare una tiratura mirata che possa raggiungere le case dei sostenitori senza passare dalla distribuzione. Accanto, ci sarà sempre un numero disponibile di copie che si potranno acquistare direttamente in libreria o sugli store online.
I preordini contribuiscono alla campagna di crowdfunding
lanciata sulla piattaforma Produzioni dal basso e possono essere “liberi” o a “ricompense” partendo da 15 euro per l’acquisto del libro fino a 80 per sostenere il lavoro dell’associa- zione culturale I Paperi-APS. La campagna è attiva all’indirizzo:
IL PROGETTO
“Sorelle d’Italia” è la collana dedicata a capolavori delle scrittrici italiane del Novecento che gli editori industriali non ristampano più, nella convin- zione che non venderanno abbastanza.
Papero Editore, al contrario, crede che certi libri non possa- no scomparire. Con l’aiuto dei lettori incontrati prima su Produzioni dal Basso e poi in libre- ria, ha già infilato nella sua collana due perle: Rosa Rosà, la prima scrittrice di fantascienza d’Italia, e Grazia Cherchi, una delle più importanti intellettuali del Novecento. È ora della terza perla!
AMALIA GUGLIELMINETTI
Amalia Guglielminetti (Torino, 1881-1941) destò per la prima volta scandalo nel 1907 con il suo libro di versi “Le vergini folli”, in cui esorcizzava l’edu- cazione ricevuta in un istituto religioso. Leggendolo s’innamorò di lei il poeta Guido Gozzano, con cui condivise una passione breve e intensa. Sarebbero venute altre raccolte di poesie, tutte bellissime e perturbanti, come “L’insonne” (Treves, 1913), “Il ragno incantato” (Mondadori, 1922) e “La carriera dei pupazzi” (Sonzogno, 1924). Sarebbero venuti poi racconti, articoli e testi teatrali. E sarebbero venuti altri amori burrascosi: quello con Pitigrilli, il celebre au- tore di “Cocaina, finì addirittura in tribunale…
IL LIBRO
“Quando avevo un amante” è una raccolta di racconti sensuale e spiazzante. Le protagoniste delle storie che vi si narrano sono donne capaci di prendere in mano la propria vita. A volte in maniera clamorosa, decidendo cosa fare dell’uomo di turno in una partita giocata alla pari, a volte in maniera più sottile: se è comunque il marito che continua a fare la voce grossa, la moglie saprà batterlo sul filo dell’ironia…
Pubblicato una prima volta nel 1923 dall’editore Sonzogno, ristampato nel 1933 da Mondadori, “Quando avevo un amante” valse alla sua autrice una condanna per oltraggio al pudore.
Le vicende del commendator Sauri, che accusa la moglie di tradimento proprio quando lei da quattro mesi è senza amante, della giovane milionaria Miss Yorrison, che gira il mondo imponendo agli amanti di leggerle Petrarca, di Graziana, che può unirsi al pittore Riccardo Scotti solo quando questi “salva” un vestito macchiato della madre ridipingendolo, e di tante altre a rileggerle oggi non ci scandalizzando di certo. Ma ci deliziamo della riscoperta di una donna e di una scrittrice piena di intelligenza e di talento.
Il libro verrà ripubblicato con una prefazione di Ilaria Rossetti, autrice di “Le cose da salvare” vincitore del Premio Nazionale di Letteratura Neri Pozza 2019.




