Ospedale di Fiorenzuola: ‘Siamo in mobilitazione permanente’

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Manifestazioni pubbliche. Un Comitato cittadino contro la chiusura dell’ospedale, costituitosi di recente, che conta già più di 4000 membri. Un ordine del giorno che porta la firma di tutti i capigruppo del Consiglio comunale di Fiorenzuola, approvato in una riunione consiliare (il 7 agosto scorso) aperta e movimentata. Una pagina Facebook costantemente aggiornata per comunicare novità e dare la parola ai cittadini.
I fiorenzuolani e i valdardesi stanno facendo sentire con forza il loro “no” alla chiusura del nosocomio di Fiorenzuola. Lo fanno muovendosi in prima persona e trovando quali interlocutori e portavoce delle loro istanze, oltre ai sindaci della vallata, i consiglieri comunali fiorenzuolani, che promettono – dopo l’odg contro la chiusura dell’ospedale – una mobilitazione permanente e avanzano richieste precise ad Ausl e Regione.
Per il capogruppo del Pd, Maurizio Fornasari, facente parte anche del direttivo del Comitato contro la chiusura dell’ospedale, il punto di partenza deve essere l’odg congiunto che risponde alle posizioni del Comitato. In sintesi, durante gli interventi di messa in sicurezza del vecchio padiglione non devono essere spostati i reparti di ortopedia, chirurgia, ostetricia, ginecologia e pediatria, ma trasferiti nella nuova struttura; deve essere concluso il nuovo pronto soccorso (per cui la Regione ha già previsto 2 milioni di euro) e l’ospedale deve essere dotato di un reparto di rianimazione. Pertanto Fornasari chiede garanzie in termini economici: “La Regione deve mettere subito a disposizione i 10 milioni di euro previsti dai tecnici Ausl per mettere in sicurezza la vecchia struttura”. “Noi vogliamo essere parte del processo di razionalizzazione del sistema sanitario piacentino – sottolinea – Ora deve aprirsi una fase nuova di confronto con l’Ausl, che si arricchisca delle osservazioni di natura tecnica formulate dal Comitato ed emerse durante il Consiglio e nelle conferenze sociosanitarie. Andrò fino in fondo ricorrendo a tutte le strade percorribili, perché gli atteggiamenti di Ausl e Regione sono stati sbagliati nel metodo e poco funzionali agli interessi del sistema sanitario piacentino”.
A puntare il dito contro il modus operandi dell’Ausl è anche Massimiliano Morganti, capogruppo di Fratelli d’Italia: “La vicenda è stata gestita dall’Ausl in modo torbido, celando la perizia sismica dal 26 marzo fino a metà luglio, progettando mobilità per il personale e spostando alcuni primari a Piacenza, ancor prima di aver presentato un progetto esecutivo dei lavori e aver esperito le necessarie procedure per una gara d’appalto”. “Dal 17 luglio, quando sono venuti alla luce i progetti dell’Ausl, siamo in mobilitazione permanente per chiedere che nessun reparto sia spostato a Piacenza o a Castelsangiovanni”, assicura Morganti, chiedendo un cambio ai vertici dell’azienda sanitaria: “Visti i recenti sviluppi, riteniamo che per poter ricostruire un dialogo istituzionale corretto si debba per forza passare per la sostituzione degli attuali vertici dell’Ausl, che hanno nei fatti calpestato la rappresentanza elettiva del territorio nella sua totalità”.
Parole dure, quelle pronunciate dal capogruppo di Fratelli d’Italia, cui si affiancano quelle dei ‘colleghi’. Per Annalisa Guglielmetti (Lega Nord) “sono i discutibili sia i modi repentini con cui è stata data la comunicazione dell’imminente pericolo sismico sia le soluzioni adottate dall’Ausl per farvi fronte”. A preoccupare la capogruppo del Carroccio sono la chiusura ospedaliera per un periodo minimo di 24 mesi, il rischio di un progressivo svuotamento dell’ospedale di Fiorenzuola, a vantaggio di un potenziamento degli altri ospedali piacentini, e l’effettiva “disponibilità economica della Regione”.
“Pensiamo sia corretta la messa in sicurezza, se necessario, della struttura, senza l’abbattimento del quarto piano, in cui si trovano le sale operatorie – continua – Se il sindaco Compiani, quale esponente politico e presidente della Conferenza sociosanitaria del Distretto, decide di contrastare le decisioni ingiuste e dispendiose dell’Ausl, avrà il pieno sostegno delle forze politiche e della cittadinanza”.
Impedire ogni impoverimento dei servizi offerti e ogni dispersione di professionalità acquisita, facendo in modo che nessun reparto lasci il Comune di Fiorenzuola e rilanciando il presidio ospedaliero, sono alcuni degli impegni presi da Rifondazione comunista, secondo quanto spiegato dal suo capogruppo David Santi. “Fra le proposte per cui abbiamo raccolto 700 firme c’è anche, nel caso fosse impossibile mantenere tutti i reparti a Fiorenzuola, la richiesta di un censimento delle strutture del distretto in grado di ospitare temporaneamente i reparti – fa sapere – Chiediamo poi una controperizia commissionata dal Comitato di distretto per verificare l’effettiva necessità di una ristrutturazione così radicale”.
Il PdL, con il capogruppo Sandro Dialuce, chiede di non spostare i reparti del nosocomio fiorenzuolano, “ma, se questo avvenisse, dovrebbero rimanere almeno il pronto soccorso, 2 sale operatorie e una camera di rianimazione con il personale medico necessario – afferma Dialuce, che aspetta una risposta repentina dall’Ausl – Noi, intanto, continuiamo a protestare”.
Si rivolge principalmente alla Regione, invece, la capogruppo di Sel, Sara Felloni, per esprimere le sue perplessità e preoccupazioni. “Per fare tutti gli interventi l’Ausl chiede 10 milioni di euro, oltre ai 2 già stanziati per il pronto soccorso, e la Regione ha promesso di darli. Ma dove sono questi soldi? La Regione ce li ha?”, si chiede la Felloni preoccupata anche della futura posizione dell’ospedale valdardese: “Abbiamo letto della ristrutturazione di sale operatorie all’ospedale di Castelsangiovanni, di interventi nell’ospedale piacentino e dell’ampliamento previsto a Fidenza, all’ospedale di Vaio, con un finanziamento di 15 milioni di euro. In tutti questi riassetti qual è il ruolo del nostro ospedale? La Regione deve fare chiarezza”.
Roberto Martini (Udc) punta il dito contro l’Ausl per aver preso un provvedimento di chiusura a fine agosto: “La comunicazione è stata sbagliata, non tempestiva e non corretta. E la Regione e il sindaco Compiani, come egli sostiene, non sapevano proprio nulla prima di metà luglio?”. Poi detta gli impegni: “Non vogliamo che l’ospedale subisca degli impoverimenti, bisogna verificare vi sia l’urgenza effettiva di intervenire, e questa può essere un’occasione per rilanciare l’ospedale di Fiorenzuola”.

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