“Un annuncio dal sapore elettorale”, il commento dei consiglieri comunali 5 Stelle sulla firma dell’accordo ai Teatini. “Da Bologna, a sorpresa – si legge in una nota dei grillini – offrono a Piacenza 200 milioni di euro e l’area demaniale solo per la costruzione di un nuovo ospedale, non disponibili invece per ristrutturazione o ampliamento dell’esistente. Le prime domande sono: è necessario un ospedale nuovo a Piacenza? Perché non sono disponibili per ristrutturare la struttura e ampliare i parcheggi accanto all’esistente? Per la nuova area identificata per la costruzione di un nuovo ospedale saranno sufficienti i soldi messi a disposizione? Cosa ne sarà di quello che si dismetterà?” I dubbi dei consiglieri 5 stelle riguardano anche l’effettiva capienza dell’area deputata alla realizzazione della nuova struttura: “Il nostro attuale polichirurgico insiste su un’area di 20mila mq e conteggiando anche le aree attigue all’ospedale vecchio e il parcheggio di via XXI Aprile esso insiste su un’area di circa 70mila mq. Da un rapido conteggio l’area della Lusignani, identificata per la costruzione del nuovo, offre 85mila mq ma ci chiediamo: saranno sufficienti tenendo conto che si vanno a chiudere o dismettere le funzioni degli ospedali limitrofi? Inoltre perché costruire un ospedale nuovo con gli stessi posti letto (550) dell’esistente?”. Ricordando, infine, come i costi di costruzione dell’attuale nosocomio lievitarono dagli originali 23 fino a 200 miliardi delle vecchie lire, i consiglieri 5 stelle si chiedono come “dopo questo dispendio di denaro pubblico si possa pensare di spendere altri 200 milioni di euro per spostare tutto in periferia”. E concludono: “La logica della ‘diligenza del buon padre di famiglia’ è questa? Non sempre la soluzione migliore è rifare tutto, ma piuttosto è più razionale considerare che ogni singolo problema può essere risolto con una spesa accettabile”.
Critico anche Federico Sichel, Pd, che nei giovani precedenti l’annuncio dell’accordo aveva proposto di utilizzare, per il nuovo ospedale, aree private: “Vedo tanti interventi a spot, a mio avviso servirebbe una programmazione organica delle scelte urbanistiche che mi pare invece non ci sia”.




