
Si è insediato il primo settembre scorso il nuovo prefetto di Piacenza Maurizio Falco, ed ha incontrato – come da cerimoniale – tutte le autorità cittadine. Classe ‘61, Falco proviene dal dipartimento immigrazione e libertà civili del Ministero dell’Interno e sostituisce il prefetto Anna Palombi che lascia Piacenza dopo tre anni e mezzo di servizio in via San Giovanni, tre anni non privi di momenti delicati e pure tensioni con alcune istituzioni locali, soprattutto per la questione inerente l’accoglienza dei profughi. Probabilmente anche per questo motivo – in una fase oggettivamente difficile e delicata per le prefetture – il nuovo prefetto, senza voler entrare nel merito dell’operato del suo predecessore, ha evidenziato l’estrema disponbibilità alla collaborazione con il territorio, usando il sostantivo “condivisione” come parola d’ordine: “Posso garantire – ha dichiarato Falco – che il metodo della condivisione è per me una strada obbligata. Se con i sindaci emergessero punti di frizione sono disponibilissimo ad affrontarli per riuscire a superarli. Ne ho già parlato con il sindaco Patrizia Barbieri e con altri primi cittadini della provincia: tutto quello che si fa insieme ha maggiore possibilità di successo”. Sul tema profughi, il neo prefetto di Piacenza ha dichiarato, prima di esprimersi, di riservarsi il necessario approfondimento della situazione.
Maurizio Falco, per altro, conosce già la nostra realtà. Per il neo prefetto, infatti, si tratta di un ritorno: a Piacenza, conseguita la laurea in Giurisprudenza, iniziò infatti la sua attività nel 1989 con il ruolo di funzionario addetto al Gabinetto del prefetto, responsabile dell’ufficio depenalizzazione sino al 25 aprile 1991. A consolidarne la carriera, in seguito, il Viminale, sede del ministero dell’Interno. “Una realtà come questa – ha spiegato Falco – abituata a standard di vivibilità elevata, fa bene a pretendere di non arretrare rispetto a questo standard, tuttavia dobbiamo fare i conti con processi globali mondiali che generano processi migratori di massa non più sottovalutabili”. “Sono confortato – ha proseguito il neo prefetto – da quello che ho trovato incontrando sindaci, autorità locali e forze dell’ordine: una coesione sociale presente non soltanto tra i cittadini ma anche tra le istituzioni preposte al controllo del territorio”.
Apprezzato – anche- da parte di coloro che lo hanno incontrato, l’affettuoso ricordo di Falco per la nostra città: “Sono passati 30 anni dalla mia esperienza piacentina e credo che le cose siano cambiate radicalmente, però ho ritrovato persone di cui conservo un ricordo ricambiato: ho avuto il piacere di salutarle di nuovo una ad una, con tanto reciproco affetto”.
“Ho avuto il piacere di conoscere il prefetto Falco – così ha salutato l’arrivo a Piacenza del nuovo rappresentante territoriale dello Stato il sottosegretario all’economia Paola De Micheli – e sono certa che sarà in grado di svolgere al meglio il suo delicato compito al servizio di Piacenza, per offrire le risposte attese dai nostri concittadini e dagli amministratori locali”. “La sua lunga esperienza di lavoro presso il dipartimento immigrazione e libertà civili del Ministero dell’Interno – ha aggiunto la De Micheli – costituisce un’importante credenziale per affrontare temi nevralgici come quelli della sicurezza e dell’accoglienza”.




