Ammonta a 4,2 milioni di euro la cifra ricavata dal comune di Piacenza per la vendita delle azioni Iren. Il processo di dismissione era stato deciso in consiglio comunale il 4 marzo scorso, con l’aula che aveva stabilito di non scendere – circa l’alienazione della quota di azioni detenute dal comune – sotto la soglia dei 2,2 euro ad azione. Alla fine il prezzo spuntato dal comune per l’immissione sul mercato dei titoli è stato perfino superiore, ancorché di poco: 2,21 euro ad azione il concambio stabilito. Un’operazione, che si dispiegherà in dieci tranches successive, che porterà nelle casse del comune il cospicuo tesoretto di 4,2 milioni di euro, denaro che sarà destinato al co-finanzimento del Piano delle opere pubbliche 2019.

L’intera operazione, come è fatale in casi come questo, aveva suscitato un dibattito molto acceso, specialmente in relazione al prezzo da richiedere per ciascuna azione. L’iniziale proposta ammontava a 1,9 euro cadauna:il dibattito e le polemiche, infine, portarono al ritocco in alto che ha infine consentito la vendita a 2,21 euro ad azione. Il comune, dunque, ha ora a disposizione olte quattro milioni da investire nei lavori pubblici.
L’incarico di procedere alla messa sul mercato azionario e quindi alla vendita delle azioni è stato affidato dal comune a Crédit Agricole. L’isituto bancario ha avuto un mese di tempo per vendere al meglio le azioni, operazione che contemplava la possibilità di suddividere il pacchetto azionario in vendita in base alle necessità di mercato. Cosa avvenuta con la suddivisione in dieci tranches delle operazioni di alienazione dei titoli.




