Via Aguzzafame, il caso finisce in Consiglio grazie all’interesse di Botti

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Ieri Corriere Padano aveva segnalato il degrado di un’area periferica della città: oggi possiamo già annotare un primo riscontro concreto, dato che il consigliere comunale Giovanni Botti (Pdl), rispondendo a un nostro tweet, ha assicurato che porterà in aula la questione “con un’interrogazione e una mozione”.

Speriamo che la disponibilità e la celerità mostrate dal consigliere di opposizione non restino un caso isolato e che l’attenzione per queste segnalazioni che giungono dai cittadini abbia un effetto contagioso sui colleghi.

Continuate a segnalarci aree dimenticate, degradate e lasciate all’incuria. Intanto, per chi si fosse perso il caso-rifiuti di via Aguzzafame, di seguito il testo dell’articolo pubblicato ieri.

NON SAI DOVE SCARICARE I RIFIUTI?

PROVA IN VIA AGUZZAFAME…

Non sai dove scaricare i rifiuti? Prova in via Aguzzafame, appena dopo la chiesa del Camposanto Vecchio, a due passi dal Parco del Trebbia. Immersa nel verde c’è una vera e propria discarica a cielo aperto, ovviamente una discarica non autorizzata.

Sono anni che gli abitanti di Borgotrebbia combattono una battaglia che non riescono a vincere: quella contro chi ha deciso di trasformare le aree verdi nei dintorni delle abitazioni in una grande pattumiera dove abbandonare rifiuti di ogni genere, dalle meno dannose bottigliette di plastica ai più pericolosi pneumatici se non addirittura batterie della macchina. C’è persino un televisore lasciato a bordo della strada bianca che porta all’ingresso del Parco del Trebbia e, ci racconta Roberto Bottazzi uno degli abitanti della zona, «fino a un paio di giorni fa c’era un divano e un tavolo, un tavolino di quelli da salotto».

Segnalazioni, lettere, raccolte di firme, appelli a politici comunali e regionali, missive inviate ai gestori della vicinissima autostrada, ma la situazione non cambia. Quasi fossero dei fiori, al fianco della strada Aguzzafame spuntano contenitori di plastica di diverso genere e per gli usi più disparati e i new jersey che il vicino locale utilizza per smistare il traffico degli avventori e impedire che le auto vengano parcheggiate dove non è possibile, sono sparsi qua e là mezzi distrutti da automobilisti maldestri e dal gelo.

Ogni tanto, presi dall’esasperazione, gli abitanti di Borgotrebbia imbracciano scope e guanti protettivi e cercano di dare una pulita all’area «ma – continua Bottazzi – non si riesce ad arrivare nel fondo dei canali e dovremmo essere attrezzati in maniera più adeguata perché non sai quello che puoi trovare tra l’erba. Poche settimane fa abbiamo trovato un animale morto. Dovrebbe intervenire Enia, che in effetti ogni tanto, dopo diverse sollecitazioni arriva, ma mancano i controlli per impedire che alcuni incivili usino questo spazio verde, che nella bella stagione è molto frequentato, come una pattumiera».

Bottiglie di vetro o plastica, cartacce e lattine di birra non sono un bel biglietto da visita per il parco del Trebbia su cui l’Amministrazione provinciale ha investito energie e soldi.

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