Nicoletta Corvi: “Ripartiamo facendo rete. Serve regia territoriale per nuova progettualità di sistema”

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Nicoletta Corvi

“Per ripartire è necessario cambiare passo”. Nicoletta Corvi, direttore di Confcooperative affronta il tema del rilancio e delle nuove sfide che attendono il territorio nell’immediato futuro, individuando tre strategie di intervento: ripensare il territorio attraverso “una rete di sistema” , puntare su una “regia territoriale forte”, capace di superare la crisi causata dalla pandemia e – terzo punto – “investire sui giovani” e sulla promozione di nuove idee imprenditoriali.

Costruire in rete – “Solo attraverso una progettazione integrata possiamo far ripartire insieme il territorio. Il periodo che stiamo vivendo – afferma Nicoletta Corvi – impone il superamento di logiche antiche (legate a singoli settori, siano essi pubblici o privati), e la costruzione di un nuovo approccio di sistema”. Perché ciò sia possibile – secondo il direttore di Confcooperative – si rende necessaria “una regia territoriale forte, in grado di consentire a Piacenza di fare un salto in avanti”.

Approccio cooperativo – Secondo il direttore di Confcooperative, l’ “approccio cooperativo” offre già – al suo interno – la strada da percorrere: “La partecipazione e il “fare rete” sul territorio sono fondamentali per affrontare le sfide future”, afferma Corvi evidenziando come la co-progettazione tra più soggetti (pubblico-privato) sia divenuta imprescindibile oltre che trasversale a tutti i settori: dall’edilizia al sociale, dal welfare al turismo. “Le esigenze odierne impongono di agire con nuove modalità di intervento – veloci e flessibili – al fine di individuare soluzioni innovative a vecchie e nuove situazioni: diventa necessario – spiega Corvi – riuscire a coniugare la programmazione “a breve termine” (che permette di far fronte alle urgenze) con una pianificazione di medio-lungo periodo, che possa dare fiducia – e futuro – all’economia territoriale, al welfare e complessivamente al benessere delle persone e allo sviluppo delle imprese. Al nostro interno, stiamo approfondendo i temi dell’abitare, (coincidente in uno sviluppo sostenibile e nell’offerta di nuovi servizi alla collettività) e del ‘welfare aziendale’ (politiche del lavoro e benessere delle persone): come Confcooperative – afferma il direttore – siamo a disposizione per esportare il modello cooperativo anche ad altre realtà aziendali, come già accade per i servizi alla persona”. Il settore socio-assistenziale sta reggendo – pur con fatica – alla crisi, ma emergono nuove esigenze sul territorio: “Come Confcooperative – afferma Corvi – auspichiamo lo sviluppo di un modello – sempre più integrato tra pubblico e privato -, in grado di mantenere e di sviluppare il sistema sussidiario di servizi costruito dalla cooperazione sociale e particolarmente rilevante (quantitativamente e qualitativamente) nella storia della nostra città e della nostra provincia”. Da ultimo, la valorizzazione turistica: “Solo attraverso progetti intersettoriali – aggiunge Corvi – possiamo progettare insieme il territorio e contribuire – con l’aiuto di più soggetti – allo sviluppo di quelle aree interne – come l’Appennino e la Bassa piacentina – che sono rimaste sole per troppo tempo”. A tale proposito il direttore di Confcooperative evidenzia la formula della Cooperativa di Comunità “come esperienza capace di sviluppare nuove sinergie sul territorio e di coinvolgere giovani talentuosi con idee innovative”.

Giovani – “I principi fondamentali su cui si fonda la cooperazione – evidenzia Corvi – coincidono con la mentalità giovanile del “fare impresa”. I temi della partecipazione democratica, responsabilità sociale e sostenibilità, consentono alla formula cooperativa di essere maggiormente attrattiva per le nuove generazioni: per questi motivi – conclude il direttore Corvi – ci rivolgiamo ai giovani che hanno un’idea imprenditoriale offrendoci come supporto per la realizzazione di nuovi progetti d’impresa”. Recentemente Confcooperative ha rifondato il Gruppo Giovani Cooperatori e sta investendo molto – anche in ambito regionale – nell’offerta di nuove progettualità per sostenere le cooperative socie a ricollocarsi sul mercato con approcci innovativi.

Gruppo Giovani, Elena Marsiglia in Consiglio regionale

Il Gruppo Giovani di Confcooperative Piacenza – che si è costituito a fine anno – coinvolge al suo interno 13 cooperatori piacentini tra i 20 e i 40 anni provenienti da tutti i settori del comparto cooperativo. La presidente è Elena Marsiglia, (referente della cooperativa di comunità “Isola dei Tre Ponti” di Monticelli d’Ongina): “Il nostro obiettivo è formare i giovani sulle opportunità che il modello cooperativo offre, portando le nostre esperienze di cooperatori ai coetanei che intendano sviluppare un progetto d’impresa”. La coordinatrice Elena Marsiglia rappresenta la cooperazione piacentina nel consiglio regionale dei Giovani di Confcooperative Emilia Romagna:

“Mi impegnerò a portare in consiglio regionale la voce dei giovani cooperatori piacentini, occupandomi prevalentemente degli ambiti “formazione” e “sviluppo”, al fine di sostenere nuovi percorsi innovativi da suggerire anche al ‘mondo senior’ delle cooperative”.

Insieme a Elena Marsiglia, costituiscono il Gruppo Giovani Cooperatori di Piacenza: Davide Sesenna (che insieme a Marsiglia fa parte della cooperativa “Isola dei tre ponti” di Isola Serafini), Samuele Bortolotto e Francesco Buonocore (referenti della cooperativa piacentina ‘Brainfarm’), Cristian Sileo e Mirco Dadomo (rappresentanti ‘L’Arco’, di Piacenza), Arianna Guarnieri (per ‘Aurora Domus’ di Piacenza), Alessia Cogni e Andreina Moia (di ‘Eureka’, Piacenza), Samuele Risoli (referente della cooperativa ‘Comunità Val Nure’, Ponte dell’Olio) e Gabriele Gioia (‘Magnifica Università Val Nure’ di Farini).

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