
L’ottantesima assemblea pubblica di Confindustria Piacenza apre con una sorpresa: è il noto attore Stefano Accorsi a salire sul palco del Teatro Municipale e guadagnare il leggio per un reading di grande intensità che conquista immediatamente la sala. Si tratta di un brano del discorso che Adriano Olivetti, imprenditore protagonista della rinascita del dopoguerra, pronunciò a Perugia nel settembre del 1953. Accorsi ha dato lettura di alcuni passaggi in cui Olivetti rimarca la valenza sociale del lavoro e delle politiche industriali: “Alcune settimane dopo il 25 aprile 1945, ancorché sventolassero con orgoglio e con letizia le bandiere della liberazione, la comunità si trovava intorno alla fabbrica come inerte e distrutta. I combattenti, i reduci, i partigiani dopo anni di lotte, sacrifici, sofferenze, tornavano alle loro case e non avevano lavoro. Fu allora che la fabbrica fece la prima grande indimenticabile apertura verso la comunità. Le sue porte si spalancarono e qualcosa come mille persone entrarono al lavoro senza che l’economia e la tecnica giustificassero un così rapido ingrandimento delle forze di produzione. Fu in tutta l’Italia del Nord questo del massiccio impiego di manodopera un gesto disperato, un assurdo economico, e pur tuttavia essendo fondato sopra un gesto estremamente positivo di solidarietà non poté, se non per eccezione, dare risultati negativi. Soltanto una su 50 delle aziende perirono negli anni successivi per questo atto di coraggio… Per la prima volta nella nostra storia la fabbrica aveva quindi accettato la comunità e aveva cementato in un sacrificio economico la sua essenza di unità e di solidarietà umana…”
Parole che ci raccontano il contesto in cui anche Confindustria Piacenza prese forma.
Hanno poi portato il loro saluto all’assemblea il prefetto Paolo Ponta, la presidente della Provincia Monica Patelli e il sindaco di Piacenza Katia Tarasconi. Gli interventi sono stati coordinati dal giornalista di Sky Tg 24 Andrea Bignami.
L’attesa relazione del presidente Nicola Parenti è iniziata con la sottolineatura della circostanza “80 anni di Confindustria”: “Per me è un grande orgoglio essere qui oggi a guidare l’associazione che ci hanno lasciato i presidenti e direttori e che hanno guidato l’associazione fin dalla nascita e ce l’hanno consegnata così forte nel presente. A tutti loro va il mio ringraziamento”.
Rivolgendosi alla platea degli associati, Parenti ha sottolineato: “Siete voi l’anima di Confindustria, grazie a voi oggi possiamo tagliare un traguardo così importante. Oggi celebriamo la nostra storia, partendo da chi siamo vogliamo dire chi vogliamo essere: un motore di sviluppo del nostro territorio. Una responsabilità che il nostro ruolo ci impone. Ma non da soli, è compito e dovere di tutte le istituzioni lavorare insieme per valorizzare le grandi potenzialità di sviluppo del nostro territorio”.
Parenti ha poi sottolineato come lavorare a stretto contatto con le istituzioni sia necessario in un contesto mondiale in continuo movimento, dove “l’unica certezza è l’assenza di certezze”. Sta riproponendo il pensiero di Confindustria relativamente alla pianificazione territoriale oggetto di confronto con tutti i Comuni della provincia impegnati nell’elaborazione dei piani urbanistici: “I Pug avranno un impatto diretto sullo sviluppo delle imprese, li stiamo seguendo con attenzione”.
Allarga poi il campo per sottolineare come lo sviluppo delle imprese viene spesso frenato da situazioni ormai insostenibili “in un contesto mondiale che viaggia alla velocità della luce”: «L’imprenditore è per sua natura sempre positivo e ottimista. Tuttavia, non posso non condividere e sottolinearvi le tante criticità che devono affrontare le imprese per investire in produttività e competitività. Se non sblocchiamo le procedure rischiamo di giungere ad un punto di non ritorno”.
Il presidente di Confindustria torna poi su un concetto ribadito più volte, cioè che solo la presenza di industrie permette di generare valore: “Le aziende sono patrimonio delle loro comunità, e il territorio, patrimonio insostituibile per le aziende. Due mondi che sono fortemente interdipendenti. Impegniamoci a ricordare quanto sia fondamentale per Piacenza restare un territorio industrializzato. È una realtà che non dobbiamo mai dimenticare perché la ricchezza può essere distribuita solo dopo averla prodotta. La forza delle imprese è in grado di unire e dare linfa vitale al territorio.
Alle istituzioni chiediamo una sana e prudente gestione delle risorse pubbliche, pur conoscendo la situazione delle casse regionali in ambito sanitario e l’ingombrante debito pubblico: a febbraio ha superato i 3.000 miliardi di euro. L’Italia è l’unico Paese dell’Unione europea che spende più soldi in interessi piuttosto che per l’istruzione. Tutti a parlare del futuro e di cosa fare, ma le nuove generazioni finiscono sempre più in secondo piano. Che Stato potremo mai diventare? Dobbiamo tornare ad avere una politica industriale chiara, una politica energetica che alimenti le industrie senza affossarle con costi insostenibili. All’estero lo stanno facendo da decenni creando un ambiente favorevole al loro sviluppo. Da noi le imprese sono state invece lasciate spesso sole. La burocrazia non è a servizio di chi genera valore. Attenzione però, è solo con aziende in salute che potremo ripagare il debito pubblico e investire sui giovani».
CONFINDUSTRIA PIACENZA AL FUTURO
Lo sguardo di Nicola Parenti si rivolge poi al futuro partendo da alcune considerazioni: «Abbiamo chiara la nostra storia e chi siamo. Ma, ancor più, sappiamo chi vogliamo essere. Tagliamo il traguardo degli 80 anni con lo sguardo rivolto ai 100 anni, al secolo di storia.
Guardiamo avanti con consapevolezza delle nostre capacità. Confindustria è in crescita, le sue aziende, nella nostra provincia, sommano 25 mila addetti. Un numero importante, patrimonio da salvaguardare, una linfa vitale per il nostro territorio che ci rende orgogliosi e impone responsabilità. Tra le quali quella di continuare a migliorarsi. Ora la nostra sede (Palazzo Cheope in via IV Novembre n. 132) ci sta stretta. Prossimamente avremo una nuova sede, con spazi di lavoro comuni, in strada della Bosella, dove già si trova la nostra sede del Forpin e di Assoservizi e quindi fare sinergia. Nascerà qui la nuova cittadella degli imprenditori, della formazione e della innovazione. Il progetto è stato approvato in assemblea e presto prenderà il via. Sarà una sfida per tutti noi”.




