
Il nuovo presidente di Confindustria Piacenza mette in fila i primi obiettivi. “Il nostro tessuto industriale è fatto di aziende medie, medio grandi, alcune grandicelle che hanno la dimensione giusta per sviluppare politiche di internazionalizzazione: vogliamo essere sempre al loro fianco”.
L’incontro con Nicola Parenti si svolge l’indomani del via libera in consiglio comunale alla convenzione con ministero, Regione e Fs per la realizzazione dello scalo merci nell’area logistica, il cosiddetto Polo del ferro. Spostare quindi lo scalo merci dalla stazione ferroviaria a Le Mose con beneficio per la riqualificazione urbana che potrà interessare una vasta zona adiacente a Piazzale Marconi.
L’intervista inizia così dalle prime considerazioni del presidente di Confindustria Piacenza sul fatto di cronaca amministrativa.
“Ritengo che sia molto importante, dopo più di 10 anni, finalmente un progetto che prende l’avvio. Strategico per lo sviluppo di Piacenza, per la posizione all’interno dell’area logistica sviluppatasi già tanto seppur penalizzata dalla carenza di infrastrutture d’avanguardia. Spostare buona parte della movimentazione delle merci dalla gomma ai treni vorrebbe dire inoltre, togliere inquinamento”.
Presidente, speriamo che non finisca come l’area dell’ex Consorzio Agrario dove di progetti ne sono stati presentati tanti ma nessuno è stato ancora adottato.
“Confindustria è impegnata da tempo nel favorire la disponibilità di infrastrutture perché le aziende possano svilupparsi, per cui non mancherà il nostro contributo. Anche per restare in linea con il nostro impegno annuale al Mipim di Cannes, dove incontriamo investitori da tutto il mondo, portiamo nuovi progetti di infrastrutture ed opportunità per attrarre sul nostro territorio insediamenti industriali, innovazione e valore aggiunto”.
“L’impresa di immaginare e costruire un nuovo sviluppo” è stato il titolo dell’assemblea che ha votato la sua elezione: non la “spaventa” un appuntamento con il futuro così impegnativo? Soprattutto in un momento in cui le situazioni si evolvono velocemente. Tanto che, anche nel breve, rischiano di non essere più le stesse: per esempio il rapporto tra intelligenza artificiale e lavoro.
“Il progresso e il futuro non mi hanno mai “spaventato”: la mia visione è sempre positiva, grande attenzione alle opportunità di sviluppo e crescita che l’innovazione tecnologica favorisce. A Piacenza abbiamo un tessuto imprenditoriale molto forte, sempre al passo con i tempi: le aziende sono sane nonostante ora sia un momento di grandissima incertezza. Questo perché sono spesso leader di mercato e l’innovazione fa parte del loro dna piacentino. L’intelligenza artificiale deve essere uno strumento da utilizzare in quei settori dove oggi facciamo fatica ad assumere lavoratori per mancanza di candidati idonei sul territorio. In futuro, molti lavori non saranno più idonei per l’essere umano, ma per essere meglio risolti attraverso l’impiego dell’intelligenza artificiale. Quindi la vedo come uno strumento per gestire ancora meglio le nostre aziende e cercare di agevolare il lavoro: non come una minaccia”.
Non avevo dubbi, la mia voleva essere una malcelata provocazione ad un giovane presidente…
“Mi preoccupa di più l’immobilismo, il non far niente. Se collochiamo il nostro territorio in un’area più vasta vediamo che tutti si danno gran daffare per crescere e rimanere al passo con i tempi”.
Restiamo sul territorio per considerare il problema energetico di cui lei si è occupato ampiamente avendo guidato il Consorzio energia di Confindustria: più specificatamente delle difficoltà a realizzare impianti idroelettrici di piccole dimensioni.
“Faccio una premessa, l’energia è uno degli elementi più importanti per fare impresa: in Italia paghiamo l’energia il 30/40% in più che Germania e Francia e addirittura il 60% in più rispetto alla Spagna dove hanno fatto realizzato tantissimo eolico ed energie rinnovabili. Oggi chi è energivoro, come alcune aziende sul nostro territorio, fa molta fatica ad essere competitivo. Noi stiamo lavorando sulla base di un mix energetico: in parte rinnovabili e in parte fotovoltaico. Di idroelettrico qualcosa abbiamo, ma ancora molto poco. Penso che l’energia idroelettrica sia la più interessante perché pulita. Ha una doppia funzione, anzi tre: oltre a produrre energia elettrica, produce disponibilità di acqua per l’agricoltura ed infine risulta un bacino di sicurezza. Non dimentichiamo le vittime dell’esondazione del Nure. Non riesco a capire come in Val Nure, dove è successo il disastro di qualche anno fa, ancora oggi, se parliamo di fare una piccola diga o un piccolo invaso tutti si spaventano”.
“Confindustria Piacenza è la casa dove gli imprenditori possono crescere. Vogliamo essere sempre al loro fianco”. Così ha dichiarato mettendo poi in fila i primi obbiettivi del suo mandato: iniziamo dalla internazionalizzazione delle imprese.
“Lavoreremo intensamente per questo obbiettivo, pensiamo alle eccellenze piacentine in vari settori che possono trovare spazio nel mondo riuscendo così a superare i cali di consumi che si registrano sul mercato interno…”
Il vostro obbiettivo richiederà uno sforzo maggiore quando si tratta di affiancare le piccole aziende…
“L’internazionalizzazione è uno strumento per crescere quindi il nostro impegno sarà grande. Vorrei sottolineare che noi siamo fortunati perché il nostro tessuto industriale è fatto di aziende medie, medio grandi, alcune grandicelle che hanno la dimensione giusta per sviluppare politiche di internazionalizzazione. Anni fa qualcuno ci faceva notare come a Piacenza mancassero grandi aziende, questo si che mi avrebbe fatto paura perché le grandi aziende ragionano spesso con altre dinamiche: in questi giorni vediamo il caso Stellantis. Le dimensioni delle aziende piacentine ed il loro mix di settori merceologici ci da quella tenuta che dicevo: quindi, l’internazionalizzazione grazie all’impegno di Confindustria può essere sicuramente uno strumento molto importante per il loro sviluppo”
Un altro obbiettivo che ha sottolineato è il potenziamento di Spazio Crescita, ha parlato di estenderlo in due direzioni …
“Certo, Spazio Crescita è stata una intuizione del presidente Rolleri: uno dei servizi più sfidanti e innovativi degli ultimi anni con il quale l’associazione si affianca gratuitamente agli imprenditori in progetti di sviluppo strategico delle imprese. Nei prossimi mesi lo estenderemo attraverso una attività dedicata alla subfornitura meccanica, che per Piacenza è un patrimonio di competenza ed esperienza che non deve assolutamente perdersi. Poi, intendiamo allargare l’offerta del servizio anche ad altri territori e per converso offrire ai piacentini nuove opportunità di investimenti”.
Presidente, divaghiamo per un attimo sulle relazioni con il territorio, più precisamente con le amministrazioni locali. L’Amministrazione Provinciale ha adottato il Piano Territoriale di Area Vasta, il Comune di Piacenza è alle prese con il Piano Urbanistico Generale o più sinteticamente PUG, stiamo vivendo un momento di intensa pianificazione territoriale. Come pensa di gestire il rapporto con le amministrazioni locali?
“Sicuramente lo gestiremo mantenendo la continuità di ciò che è stato fatto in tutti questi anni. Cercheremo di essere di supporto alle nostre amministrazioni perché si riesca a fare rete, confrontandoci e convergendo su obbiettivi comuni. E’ importante fare squadra, risolvere i problemi per il meglio, nella legalità. Altrimenti rischiamo che altri territori diventino più competitivi e ci sottraggono nuove opportunità. Spero che si possa continuare in questo modo e riuscire a dare un contributo per la realizzazione delle opere importanti che ci attendono”.
Le cronache nazionali registrano numerosi casi di incidenti sul lavoro. Il tema della sicurezza sul lavoro appare non considerato nella sua importanza se non nella drammaticità occasionale.
“La sicurezza sul lavoro è sempre stata una problematica molto sentita, ricordo che già il past president Emilio Bolzoni aveva avviato il progetto delle “8 ore più sicure in azienda” organizzando incontri con le aziende su temi inerenti alla sicurezza. Questa opera di sensibilizzazione è continuata: Rolleri ha poi allargato il campo valorizzando il tema della sicurezza sul lavoro anche nelle scuole superiori. Importante è continuare a migliore le condizioni di lavoro prendendo tutte le misure perché gli incidenti non succedano. Questo è un tema molto delicato che ci sta a cuore e che le nostre aziende affrontano quotidianamente con grande consapevolezza ma su cui dobbiamo continuare ad impegnarci”.
Presidente, cinque vicepresidenti la affiancheranno nei prossimi quattro anni: Valter Alberici (Innovazione ed education); Erika Colla (Internazionalizzazione e attrazione investimenti esteri); Lorenzo Marchi (Networking e sinergie per lo sviluppo); Maria Angela Spezia (Responsabilità sociale dell’impresa e parità di genere); Alessandro Squeri (Finanza e mentoring neo-imprenditoria). Osservando le deleghe si nota una attenzione più particolare per alcune aree di interesse per una maggiore aderenza all’evoluzione economica e sociale di questi tempi.
“Abbiamo inserito deleghe nuove per sensibilizzare alcune aree che riteniamo importanti: per esempio il sociale, pensiamo sia un tema molto delicato. Così, per la prima volta abbiamo attribuito la delega Responsabilità sociale alla vicepresidente Maria Angela Spezia. Poi abbiamo ridato peso alla internazionalizzazione con la delega ad Erika Colla.
Altra nuova delega a Lorenzo Marchi: “Networking e sinergia per lo sviluppo” concetto che stava alla base di Spazio Crescita già nell’estate del 2020. Ora il servizio si è talmente sviluppato che si è reso necessario aprire la nuova area di intervento “Mentoring neo-imprenditoria” ed attribuirne la delega ad Alessandro Squeri, per sviluppare affiancamento a nuovi imprenditori.
Sia i vicepresidenti che le deleghe loro assegnate sono frutto di una scelta attenta allo sviluppo del nostro territorio sia dal punto divista economico che sociale e per riuscirci occorre crescere anticipando i cambiamenti”.
Presidente, quali sono le deleghe che ha tenuto per se?
“Rapporti istituzionali, Sviluppo economico ed Energia”.
Da Francesco Rolleri a Nicola Parenti, il progetto appare chiaro: il processo di evoluzione di Confindustria Piacenza continua attraverso una politica lungimirante aperta al confronto con il territorio.




