
Due ragazzi innamorati con dei sogni, dei progetti e un futuro tutto da costruire. E’ passato quasi un anno dalla notte in cui Sonia e Daniele hanno trovato la morte, travolti in vespa sulla provinciale di Zena da un’auto guidata da un giovane ubriaco. L’uomo è stato arrestato con l’accusa di omicidio stradale.
Per mantenere vivo il ricordo dei due fidanzati scomparsi e di tutte le vittime di omicidio stradale la famiglia Tosi, i genitori Iole e Danilo insieme alle sorelle Simona e Silvia, ha fondato l’associazione “Sonia Tosi” che sorge in via Beati 51.
L’associazione, presentata il 16 giugno a Palazzo Farnese, ha il patrocinio del Comune, della Provincia e dell’Automobile Club Piacenza e ha già lanciato l’anno scorso la campagna “Se hai bevuto non guidare”. Cartelloni e poster raffiguranti i due innamorati erano stati distribuiti dappertutto in città e provincia, sopratutto nei bar e nei locali. “Vogliamo rilanciare progetti di sensibilizzazione per fare prevenzione e promuovere una guida responsabile”, dice Danilo Tosi, presidente dell’associazione e padre di Sonia.
Ma l’obiettivo principale resta quello di garantire l’assistenza socio-sanitaria e il sostegno psicologico a coloro che sono sopravvissuti a incidenti stradali e ai familiari delle vittime. “Vogliamo istituire un presidio con un team di psicologi”, aggiunge Simona Tosi, vicepresidente dell’associazione e sorella di Sonia.
Accanto a ciò l’associazione, in collaborazione con enti regionali e nazionali, si impegna nella proposta di percorsi di riabilitazione e di reinserimento a chi ha causato incidenti stradali gravi o gravissimi dovuti a intossicazione da alcol e droghe.
“C’è una responsabilità personale – dice Simona Tosi – ma c’è anche un problema sistemico e culturale legato alla vendita e al consumo facile di alcol. Chiediamo alle istituzioni di riflettere. Da parte nostra il messaggio resta lo stesso, semplice e chiaro: se bevi non guidi!”. Un leitmotiv che ritroveremo in diverse variazioni nelle prossime campagne dell’associazione contro la guida irresponsabile e criminale.
“Dobbiamo fare sistema per diffondere una cultura di salute e legalità, questi incidenti sono evitabili, queste morti sono evitabili”, sottolinea Simona Tosi.




