
“Nessuna idea di governo della città dientro questo Psc. Mancano l’approccio ideale dettato da una visione e manca l’approccio pragmatico dettato dalla conoscenza concreta del territorio e delle relative problematiche. Temi attualissimi e fondamentali sono stati completamente ignorati: il recupero del patrimonio edilizio inutilizzato, l’efficienza energetica degli edifici, la salvaguardia dei beni naturali, storico-culturali e del territorio agricolo, il ripopolamento e la rivivificazione del centro storico, la ricostituzione della rete delle attività economiche commerciali e artigianali a conduzione familiare, i parchi delle mura e fluviale e i parchi urbani,la mobilità sostenibile e i parcheggi,la manutenzione e il potenziamento delle aree verdi”. I consiglieri comunali del Movimento 5 stelle PSC spiegano in una nota, le motivazioni del voto contrario all’approvazione del Psc presentato in consiglio comunale.
“Il Sindaco ha definito il Piano Strutturale Comunale, e il Regolamento Urbanistico Edilizio che lo integra, “uno strumento importante per tutta la città”.
Il Piano è davvero l’atto più significativo e dagli effetti più concreti e duraturi dell’amministrazione comunale, definisce e stabilisce come sarà Piacenza nei prossimi 15 o 20 anni, ciò comporta grande consapevolezza e responsabilità politica, perché gli effetti, in molti casi irreversibili, che esso produrrà coinvolgeranno il territorio e si rifletteranno sulla vita dei cittadini, questa incisività oltre a volontà politica richiede anche una visione, a medio lungo termine, di cosa vogliamo fare della nostra città, che idea di futuro vogliamo creare e realizzare di Piacenza per i suoi cittadini.
Noi ci siamo posti questo problema e ci siamo fatti un’opinione motivata su alcuni aspetti strategici del Piano traendone un giudizio fortemente negativo. Nel Quadro conoscitivo
che correda il Piano manca una sintesi sia dei problemi sia dei fabbisogni della città e mancano gli obiettivi che il Piano si prefigge e che dovrebbero esserne la naturale conseguenza.
Sotto il Piano niente, dunque. Nessuna idea di governo della città nella sua interezza e complessità né su temi particolari. Mancano l’approccio ideale dettato da una visione e manca l’approccio pragmatico dettato dalla conoscenza concreta del territorio e delle relative problematiche. Temi attualissimi e fondamentali sono stati completamente ignorati: il recupero del patrimonio edilizio inutilizzato, l’efficienza energetica degli edifici, la salvaguardia dei beni naturali, storico-culturali e del territorio agricolo, il ripopolamento e la rivivificazione del centro storico, la ricostituzione della rete delle attività economiche commerciali e artigianali a conduzione familiare, i parchi delle mura e fluviale e i parchi urbani,la mobilità sostenibile e i parcheggi,la manutenzione e il potenziamento delle aree verdi, dei servizi e delle strade e infrastrutture pubbliche. Noi diciamo basta agli interventi a macchia di leopardo che privilegiano singole zone nell’interesse di pochi.
Questa concezione anacronistica del PSC riflette una visione miope e frammentaria, o nessuna visione, di cosa è Piacenza e cosa potrebbe o dovrebbe diventare per i cittadini in un futuro prossimo.
Vogliamo infine accennare a due questioni particolarmente spinose: la prima riguarda il quadro conoscitivo E il DIMENSIONAMENTO DEL PIANO. Senza entrare nel dettaglio di cifre e norme basta la considerazione semplice e immediata che è inutile, se non dannoso, prevedere e autorizzare nuove edificazioni a Piacenza. I dati demografici ci parlano di una popolazione che, secondo le proiezioni, dovrebbe mantenersi fra i 95.000 e i 110.00 abitanti entro il 2030, i cui fabbisogni potrebbero essere soddisfatti mediante recupero di poco più di metà degli 8.623 alloggi inutilizzati censiti dal PSC alla data del 2013. Recupero e ristrutturazione dovrebbero essere le parole d’ordine.
La seconda questione riguarda l’ ORTO DI VIA CAMPESIO che, torniamo a ripetere, per ragioni storiche, culturali, urbanistiche, ambientali e sociali dovrebbe ritornare inedificabile e a tale proposito condividiamo la posizione dei vari comitati e organizzazioni cittadini che hanno richiesto la revoca dell’edificabilità concessa da questa amministrazione.
Il PSC deve rispettare regole, rispondere a effettivi bisogni, essere espressione di una visione e di valori condivisi su cui costruire il futuro, perchè un PSC passa, ma i danni che produce restano come cicatrici indelebili sul volto della città e nella vita dei cittadini”.
I consiglieri comunali del M5S




