
Il servizio di sharing dei monopattini elettrici solleva alcune perplessità in merito ad un format che a Piacenza non ha mai avuto molta fortuna. “C’entro in bici” e “Mi Muovo”, i due esperimenti di condivisione di biciclette in città, si sono velocemente inabissati; il primo come un totale fallimento, il secondo come una realtà ancora in piedi ma flebile e che non è mai davvero decollata. I 300 monopattini elettrici messi a disposizione dal Comune in accordo con Bit Mobility riusciranno ad avere più fortuna ed a venire utilizzati capillarmente dai piacentini? I punti di forza di questo servizio rispetto a quelli delle biciclette risiedono nella facile procedura di attivazione eseguibile direttamente dallo smartphone, e nella possibilità (una volta terminata la propria corsa) di parcheggiare il mezzo ovunque si voglia e non necessariamente nelle apposite rastrelliere.
Angelo Nani, Presidente di FIAB Piacenza Amolabici, si è espresso positivamente in merito a questo nuovo esperimento: “Tutto quello che incarna i valori della mobilità sostenibile va incontro ai principi della nostra Associazione. In tal senso noi abbracciamo il progetto dello sharing di monopattini elettrici”. Nani ha poi proseguito sottolineando quanto Piacenza sia una realtà virtuosa per quanto concerne l’uso della bicicletta e dei mezzi di trasporto green. Tuttavia la strada per avvicinarci ai modelli nord europei di convivenza e rispetto reciproci fra automobilisti e ciclisti è ancora lunga. “Quello che manca è un po’ di educazione, sia da parte dei ciclisti che di chi progetta e realizza gli spazi per questo tipo di mobilità. La segnaletica delle piste ciclabili o ciclopedonali ha ancora delle lacune che, come Associazione, abbiamo cercato di colmare e di far correggere” ha affermato Nani per poi continuare “Il nostro obbiettivo è anche quello di abbattere le tragiche statistiche che riguardano i morti e i feriti fra pedoni e ciclisti. Gli ostacoli principali risiedono nel fatto di dover spesso transitare su spazi promiscui e fare slalom fra le automobili parcheggiate e i dehors dei bar”.
La fortuna dei servizi di sharing nella nostra città dipende molto dalla creazione di un ambiente sicuro per chi ne usufruisce. Piste ciclabili più capillari e ampie, una migliore segnaletica stradale ed il rispetto reciproco fra soggetti della strada deboli ed automobili sono solo alcune delle migliorie necessarie nell’ottica di una mobilità veramente sostenibile. In altre città della nostra regione i monopattini elettrici in condivisione stanno avendo molto successo e la speranza è che questo circolo virtuoso possa attecchire anche a Piacenza ed invertire la tendenza delle prime due esperienze di bike sharing.




