Mio post – Teobaldo Visconti
e la smania di Piacenza in Lombardia

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Teobaldo Visconti è lo pseudonimo sotto cui si cela un misterioso editorialista del quotidiano locale. Le sue prese di posizione, però, non piacciono a tutti: un nostro lettore, anch’egli “mascherato” sotto pseudonimo, gli risponde sulla collocazione geo-amministrativa di Piacenza. Lo ospitiamo in ‘Mio Post’

– Di Teodoro Di Modrone – Chi sia Teobaldo Visconti non e’ dato sapere; ciò che sappiamo benissimo invece è come la pensa riguardo alla collocazione geografica della Piacenza del futuro. E lo sappiamo perché ha utilizzato diverse prime pagine di Libertá e decine di colonne per affermare e ribadire la Sua strategia per il futuro del nostro territorio: quindi mi pare legittimo cominciare a domandarsi chi sia. Non certo per una sterile curiosità fine a se stessa, ma perché i casi sono 3: o e’ un giornalista che utilizza uno pseudonimo, o e’ un politico, o e’ un giornalista che fa politica.
Nel primo caso mi pare che, una volta resa ampiamente nota la propria opinione, stia un po’ esondando rispetto al proprio ruolo, insistendo con questa pervicacia nel voler indicare la direzione strategica, senza riserva alcuna e soprattutto basandosi su nessuna proposta concreta (esempio: quanti e quali uffici / funzioni rimarrebbero alla Piacenza Lombarda, rispetto all’ipotesi Parma, quali competenze, ecc.). Sostenendo a spada tratta un referendum, che avrebbe l’unico risultato di far deflagrare le diversità del nostro territorio, sbriciolando l’ identità comune dei piacentini in tanti segmenti calamitati dalle diverse aree confinanti. Un referendum quindi, non solo inutile, ma anzi molto dannoso ,oltreché assurdamente costoso (chi pagherebbe non è dato sapere).
Nel caso invece il Teobaldo Visconti fosse un politico, sarebbe fuori luogo non solo l’utilizzo di uno pseudonimo, ma soprattutto lo smisurato spazio di cui può usufruire sull’ unico quotidiano di Piacenza e ciò non sarebbe molto corretto.
Nel terzo caso, fosse un giornalista che fa politica, varrebbe appena la pena di evidenziare che, oltre a non essere eticamente inappuntabile, dovrebbe quantomeno riservare pari spazio alle opinioni diverse dalla Sua; pertanto, da qualsiasi prospettiva la si inquadri, mi pare una campagna un tantino fuori luogo e forse un po’ eccessiva.

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