di Giuseppe D’Orazio (assemblea regionale Sinistra Ecologia e Libertà) – Piacenza e Parma o Parma e Piacenza, in tempi di crisi si potrebbe risolvere con una crasi ed essendo cacofonico Piarma resterebbe Panza, così valorizziamo anche l’eccellente enogastronomia locale.
Ma una provincia di Panza sarebbe una provincia di sostanza, parafrasando il noto brocardo di cui si fregiano coloro che di quell’enogastronomia hanno leggermente abusato?
L’incipit beffardo ci torna utile per riportare la questione negli argini delle questioni bagattellari ed evitare che debordi in un interminabile tormentone che ci porti a fissare per mesi il dito toponomastico che ci impedisce di ammirare la luna, io porrei il quesito in altri termini, quanto ci farebbe risparmiare la fusione, quali reali benfefici porterebbe, ammesso e non concesso che ne porterebbe? La soppressione di qualche decina di consiglieri e assessori provinciali? Personalmente li avrei aboliti tutti magari sostituendo la guida politica dell’ente con un’assemblea dei Sindaci (senza nessun gettone supplementare) non togliendo i servizi ai cittadini, così come un Prefetto (e relativo, costosissimo, alloggio di servizio) sarebbe sufficiente per tre-quattro province lasciando però sul territorio i servizi, magari in strutture piu sobrie e funzionali (sfruttando, per esempio, gli edifici erariali abbandonati al posto di strutture in fitto). Così come le stazioni dei carabinieri, oggi, per mantenere il c.d. presidio territoriale, c’è una stazione ogni 2, massimo 3 comuni, stazioni con poche unità di personale, in tal modo, però, servono solo come status symbol del Comune in quanto una dotazione di personale così esigua non consente neanche di assicurare un servizio di pattugliamento sui 4 turni giornalieri, quindi invece che aumentare la sicurezza la diminuisce, perchè non è l’edificio dei carabinieri, soprattutto quando vuoto, come spesso accade, a vegliare sulla serenità dei cittadini, bensì la presenza di pattuglie; non sarebbe meglio un unica tenenza per vallata, adeguatamente dotata di personale e mezzi, tale da assicurare una vera copertura del territorio? Non siamo mica all’epoca dei carabinieri dotati al massimo di una bicicletta? Oggi con le potenti auto di servizio (poche macchine funzionanti invece che tante macchine disseminate nelle varie stazioni senza benzina o adeguata manutenzione), visto che, in emergenza, si raggiunge qualsiasi posto della provincia in pochi minuti. E si potrebbe andare avanti in migliaia di esempi che consentirebbero una vera revisione di spesa.




