
“Il compito della politica è anche trasmettere un sogno ai cittadini. Non si governa solo con la manutenzione dell’esistente“
Se Piacenza ha bisogno di riqualificazione riconsideriamo le aree occupate dalla Difesa mettiamo sul piatto uno scambio tra l’area dell’ex Pertite e quella di viale Malta.
Perché non pensare infatti a liberare la zona del Polo di Mantenimento (Arsenale) tra viale Malta e via XXIV Maggio che racchiude in sé un tratto di mura farnesiane e anche quel che resta del castello di Pier Luigi Farnese?
In un frullare di sondaggi elettorali in vista delle prossime amministrative è Michele Giardino esponente del gruppo Buona Destra che lancia l’idea “La suggestione – dice lo stesso Giardino – è dell’architetto urbanista Matteo Faroldi che si sta dedicando a ripensare Piacenza che, sul piano urbanistico, bisogna dirlo è rimasta immobile a differenza di altre città anche vicine che negli ultimi 15 anni hanno mostrato dinamismo da questo punto di vista. In fondo a Piacenza, a parte alcuni vialoni e rotonde, non s’è fatto. A voler essere più specifici forse il mutamento più consistente riguarda l’abbattimento dell’ex mercato ortofrutticolo. Per il resto, di fatto, l’impianto urbanistico della città è rimasto lo stesso…”
Giardino incita a volare alto con una critica precisa “Il centrodestra ha deciso che governare la città significhi fare mera manutenzione”. Quali reazioni raccolte fino ad ora questa proposta? “Forse perché si avvicina la campagna elettorale nessuno si lascia andare a considerazione e forse non ci si vuole scontrare. Chiunque avesse un’idea brillante, sapendo delle reazioni che potrebbe portare, deciderebbe di autocensurarsi. Spesso chi ha un’idea dà fastidio. Quanto a noi non possiamo accettare che la città non abbia ambizioni. Buona Destra – ha scritto lo stesso Giardino sul suo profilo facebook riguardo a questa proposta – vuole essere “un amplificatore di idee innovative nel torpore creativo che attanaglia la nostra città, ha inserito questo stimolo nel proprio programma. Per una Piacenza nuova, capace di guardare avanti con ambizione e coraggio”.
Torniamo al punto. Perché mettere in competizione due aree militari delle quali una, l’area dell’ex Pertite dovrebbe già essere assegnata al Comune e una che è ancora operativa? Toccare la Pertite destinata a parco cittadino è una provocazione forte si è svolto anche un referendum su quell’area…
“La Pertite non diventerebbe il parco urbano che molti di noi sognano di vivere da anni, come una nuova Galleana. I suoi boschi selvatici, però, continuerebbero a svolgere la loro funzione di polmone verde a beneficio della città.
Il fatto è che gli anni passano – sottolinea Giardino – non si risolve nulla e i macigni restano sulla strada. Del rilascio dell’area ex Pertite alla città di Piacenza si parla da tanti anni, troppi. Anni di incontri, trattative, passi avanti, passi indietro, promesse (elettorali) di imminente risoluzione della pratica. E poi polemiche, manifestazioni, raccolte firme, proteste sul giornale. Non dimenticando il referendum comunale del 2011”. Sullo sfondo il timore che di posticipo in posticipo non arrivi mai il passaggio di proprietà dal ministero della Difesa al Comune. Ma c’è anche un problema concreto per un futuro utilizzo della Pertite. Quale?
“In quello spazio ora si testano i carri armati – dice Giardino – e se l’area diventasse parco non potrebbe più farlo e quindi sarebbe necessario individuare una pista congrua per questa necessità. Si aprirebbe il problema di individuare una nuova pista con conseguente occupazione di suolo. Quindi perché non trasferire lì tutto il Polo di mantenimento che ora occupa un’area centrale della città? Tra l’altro nella zona della Pertite ci sono tanti fabbricati che potrebbero essere utilizzati… e poi c’è il tema della bonifica che non si affronta. Ecco si continua a pensare alla Pertite e nessuno che prende in considerazione l’idea di spostare l’arsenale che occupa il cuore della città. Oggi non ha più senso e inoltre è un’area vastissima, un vero e proprio quartiere. Con questa proposta – continua ancora Giardino – puntiamo a creare un’onda d’interesse di opinione e forse potrebbe iniziare un diverso rapporto con il ministero della Difesa, con il Demanio per liberare tutta l’area del Polo di mantenimento. Un fatto è certo, se si dovesse conseguire questo risultato con il volto della città cambierebbe anche il suo destino.
“Proviamo ad immaginare – dice – solo un “piccolo” intervento come l’abbattimento del muro di cinta che occulta un pezzo di mura farnesiane per comprendere l’effetto che solo questo porterebbe a tutta la zona. Praticamente senza fare nulla, solo eliminando il muro e i capannoni a ridosso avremmo già in un attimo il parco delle mura”. Puntualizza.
Quale destinazione dovrebbe avere a vostro modo di vedere?
Naturalmente si dovrebbe aprire il capitolo importante sulla riprogettazione dell’intera zona ma tante sono le funzioni che potrebbe contenere. Dalla cittadella dello sport riunendo tutte le attività che oggi sono sparse per tutta la città ma anche area a verde rappresentando certamente un punto di attrazione che oggi non esiste. Una cosa è certa si aprirebbe in capitolo nuovo. Però le priorità sono sempre altre. E’ chiaro che ragionando così avremo sempre qualcosa di più importante a cui rispondere nell’immediato ma credo che dobbiamo cominciare a sognarla la Piacenza del futuro altrimenti quale destino resta? Un dormitorio? Il compito della politica è anche questo saper trasmettere un sogno ai cittadini. Conclude Giardino.




