MCL, Massimo Perazzi nuovo presidente: “Ora oseremo di più aprendoci al territorio” 

0

“Mcl non è solo erogazione di servizi, ma un impegno costante per la valorizzazione trasversale dei valori cristiani in tutta le sfere della società e della vita civile”. Lo afferma convinto Massimo Perazzi, avvocato, da pochi giorni alla guida del Movimento Cristiano Lavoratori di Piacenza. Nel nuovo ruolo riceve il testimone da Umberto Morelli – per 23 anni storico presidente provinciale, carica che, per il quadriennio 2024- 2028, ricoprirà a livello regionale – e verrà affiancato nel consiglio provinciale, oltre che dal già citato Morelli, incaricato segretario, dai due vicepresidente Mario Cerri e Cosimo Galluzzi; dall’amministratore Sandro Pinotti e dai consiglieri Sandro Benedetti, Silvano Civardi, Camillo Cristalli, Tiziana Gobbi, Leone Pera, Ada Papa,  Elena Guglielmetti, Elisabetta Pinotti, Veronica Pini e Roberta Molinari.

“Tutti si devono sentire parte del movimento” – La prima uscita pubblica di Perazzi come presidente di Mcl è di quelle importanti, in occasione del XIV Congresso generale del movimento, a confronto con oltre mille delegati provenienti da tutta Italia e dalle sedi all’estero. “Lavoro, responsabilità e passione: una nuova semina per ricucire il Paese”: questo il fil rouge della tre giorni di incontri e dibattiti andata in scena dall’1 al 3 febbraio a Roma. Una dichiarazione di intenti che Perazzi intende subito fare sua, declinando visioni ed idee generali in relazione alle esigenze specifiche del territorio piacentino, senza trascurare i tratti essenziali dell’identità di un movimento ormai radicato nel nostro Paese e che ha da poco spento le sue prime cinquanta candeline. “Ciò che ho più apprezzato di questo congresso è l’assoluta compattezza che è emersa tra le diverse realtà italiane – afferma -. Si è ribadito che, al di là delle cariche ricoperte, è fondamentale il coinvolgimento di tutti gli associati: perché le cose funzionino è essenziale che tutti si sentano parte attiva del movimento”.

“Il mio mandato in continuità con il passato” – Uno spirito di appartenenza che Perazzi ha sviluppato negli anni in maniera sempre più intensa. “Sono entrato in Mcl subito dopo il periodo del covid – spiega -, anche se avevo già avuto contatti sporadici in passato, grazie a mio padre. Nell’ultimo periodo, però, Umberto (Morelli, ndr) mi ha spinto ad impegnarmi sempre di più, dapprima chiedendo il mio supporto per alcune valutazioni su tematiche di tipo legale, per poi arrivare alla richiesta di disponibilità ad assumere l’incarico da presidente. Lui rimane una figura imprescindibile per l’Mcl piacentino, un vulcano di iniziative. In questo senso – continua – il mio sarà un mandato in continuità con quanto fatto negli anni passati. Mi piacciono le idee di Morelli, la sua capacità di ascolto. È una persona ambiziosa ma realista: non fa mai voli pindarici, né il passo più lungo della gamba. Ciò detto, entrambi concordiamo sul fatto che siamo entrati in una fase storica in cui il movimento per crescere può azzardare qualcosa di più”.

“Innanzitutto – specifica Perazzi -, l’obiettivo è offrire servizi sempre migliori ed efficienti su tutto il territorio, anche valorizzando la partecipazione dei circoli, che sono, oltre a un catalizzatore per nuovi soci, anche un presidio sociale fondamentale, soprattutto nei luoghi a rischio spopolamento. E poi agiremo per potenziare collaborazioni e sinergie con le altre istituzioni territoriali, sia religiose che civili, sempre nell’ottica di essere più vicini alle persone, in particolare a quelle più fragili e svantaggiate”. 

Aprirsi diventa quindi la parola d’ordine. “Il punto focale, per un movimento come il nostro, è quello di risultare credibili, avere una presa forte sulle persone. Nel mondo di oggi la vera sfida è far arrivare all’esterno il messaggio di Mcl, comunicarlo in modo attrattivo, comprensibile e trasversale”.

“Coinvolgere i giovani” – Il pensiero di Perazzi è rivolto in particolare ai giovani. “Il tema del loro coinvolgimento è stato centrale anche in occasione dell’ultimo congresso nazionale – spiega il neopresidente -: nel nostro territorio dobbiamo lavorare tanto in questa direzione. Qualcosa a livello concreto, anche se per il momento siamo ancora in una fase embrionale, si sta già facendo. Penso in particolare ai dialoghi imbastiti nelle scorse settimane con la pastorale giovanile della diocesi, con la quale vorremmo sviluppare un percorso di collaborazione”. Altri terreni da coltivare sono quelli della formazione professionale, delle scuole e dello sport. “Importante è il potenziamento di Cefal, il «braccio» di Mcl dedicato alla formazione, affinché si riesca a favorire l’inserimento nel mondo del lavoro. Ma per attrarre i giovani bisogna essere anche presenti nelle scuole, proporsi con credibilità. E poi, perché no, patrocinare attività sportive potrebbe essere una leva per rafforzare il tessuto sociale e relazionale: oggi una grande criticità che riguarda i giovani è che si «nutrono» di virtuale, sono distaccati dalla realtà”.

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.