
Nella mattinata di sabato la Federazione provinciale dei Giovani Democratici di Piacenza ha celebrato il suo secondo Congresso scegliendo all’unanimità il ventunenne Matteo Nacci come nuovo segretario.
Ad aprire i lavori è stato il Segretario uscente Andrea Capellini con la sua relazione di fine mandato: “essere stato il segretario provinciale della giovanile per ben 5 anni, tra Comitato promotore e federazione ufficiale è stato un vero onore; un pezzo di vita a cui ho cercato di dedicare tutto me stesso, mettendomi a servizio della mia comunità, del mio Partito. Abbiamo cercato di tenere fede alla promessa iniziale di rifondare un luogo di confronto e formazione politica per il mondo giovanile del centro-sinistra piacentino. Abbiamo provato a prenderci cura della nostra comunità senza mai dimenticarci di essere parte integrante e fondamentale di una casa comune, quella del PD. Abbiamo dato valore nei fatti, attraverso il nostro impegno, alla parola militanza, dimostrando come il ricambio generazionale non sia dovuto se improvvisato. Una Federazione partita da zero che, in pochi anni, è riuscita ad arrivare sino agli organismi internazionali dei giovani socialisti europei. Ci siamo impegnati nel mantenimento dei faticosi ma indispensabili e preziosi processi della nostra vita democratica, dalle sfide elettorali a cui siamo stati chiamati sino all’attività politica quotidiana attraverso occasioni di confronto e formazione strutturate, sinergie interne ed esterne verso il mondo studentesco, dell’associazionismo, del terzo settore e del sindacato. Ci siamo guadagnati la possibilità, nel nostro piccolo, di diventare una voce riconosciuta all’interno del panorama politico piacentino costruendo una piattaforma sicuramente perfettibile ma in grado di permettere ai nostri coetanei di praticare la medesima passione. Il ringraziamento va a ciascuno dei ragazzi e delle ragazze con cui abbiamo militato insieme in questi anni e con i quali continueremo; a tutte le persone, agli iscritti e alle iscritte del Partito che ci hanno supportato, con cui abbiamo condiviso momenti significativi e dai quali ho potuto imparare tantissimo. Per me il Partito è stato ed è una scuola di vita, una passione per la quale continuerò ad impegnarmi con tutte le mie energie” – conclude Capellini che proseguirà il suo percorso politico anche all’interno della Giovanile stessa come Presidente dei Giovani Democratici dell’Emilia-Romagna e come membro del bureau internazionale della giovanile del PSE.
Il congresso ha visto anche la partecipazione del Segretario Regionale dei Giovani Democratici dell’Emilia-Romagna Filippo Simeone, oltre al segretario provinciale del PD Carlo Berra e alla segreteria cittadina Renza Malchiodi. C’è stata molta emozione nelle parole e nei volti dei ragazzi riuniti nella sede del PD di Via Roma: è il bilancio di un ideale, di una passione, di un impegno costante. Da parte di tutti ci sono state parole di ringraziamento verso il segretario uscente Capellini “che ha saputo guidare la nostra Federazione con coraggio e determinazione e la cui eredità sarà il punto di partenza per il nostro lavoro futuro, insieme”. – affermano.
Nel suo primo discorso da Segretario Matteo Nacci si sofferma sulle sfide che attendono la Federazione nei prossimi anni: “Il compito che siamo chiamati ad affrontare oggi deve essere quello di essere un riferimento politico specie nella nostra generazione che non ha vissuto nulla (e spesso ce lo si dimentica) della fase progressiva delle nostre democrazie, ma che al contrario si è trovata in un mondo in cui, quella spinta propulsiva è andata via via ad esaurirsi, lasciando spazio alla crisi con tutto ciò che essa porta: crescita delle disuguaglianze, precarietà, povertà culturale, sociale ed economica e che ha anche prodotto in ultimo come conseguenza, un senso di tradimento e una delusione diffusa verso i partiti. Rompere questo muro di sfiducia in una generazione che ha subito questo contesto storico è sicuramente un’impresa non facile; sono anche convinto però che un’organizzazione strutturata come la nostra, debba farsi carsi carico di contribuire a questa missione costruendo un legame sociale per chi si sente escluso e collaborando assieme a tutte quelle realtà della società civile presenti sul territorio che condividono le nostre sensibilità.”




