Logistica, Trespidi fuori tempo massimo

0

Nei  giorni scorsi è stato firmato un protocollo d’intesa, tra Provincia di Piacenza, Regione Emilia Romagna e Autorità Portuale di Genova, per avviare uno studio di fattibilità relativo alla realizzazione, nel nostro territorio, di una piattaforma intermodale al servizio del porto genovese.
Il progetto trova spazio nelle linee programmatiche europee di sviluppo integrato della rete infrastrutturale per il trasporto delle merci e più dettagliatamente nel progetto italiano di mettere in rete le aree portuali con quelle logistiche. L’accordo riprende un progetto avviato nel 2004 quando, come ricorda  Federico Scarpa, presidente di Piacenza Logistic Center, riuscì a “mettere attorno a un tavolo l’Autorità Portuale di Genova, Provincia e Comune di Piacenza”. La commissione successivamente “segnò il passo” anche perché le autorità portuali genovesi non erano animate da grande entusiasmo: le piattaforme intermodali di Torino e Parma erano più che sufficienti a gestire i servizi connessi con il traffico portuale.
Nel Mediterraneo, dal 2004 ad oggi il quadro è completamente cambiato, la concorrenza tra i porti di accesso all’Europa si è fatta più accesa cosicché la possibilità di mettere in concorrenza più piattaforme intermodali non può che far bene ai prezzi dei servizi. Ecco quindi che l’interesse del porto di Genova alla realizzazione del progetto piacentino si fa più attento. L’amministrazione provinciale retta da Trespidi coglie l’opportunità di presentare finalmente un progetto di sistema e si adopera per riaprire il tavolo e riproporre il vecchio progetto di Piacenza Logistic Center. Oltre al presidente dell’autorità portuale di Genova Luigi Merlo, vi partecipa anche l’assessore regionale Alfredo Peri e la firma avvia un nuovo percorso che porterà Piacenza a misurarsi con Parma. Trespidi ha precisato che la firma del protocollo “significa la ratifica del ruolo geopolitico della provincia di Piacenza come punto nevralgico del territorio emiliano …e rappresenterà un elemento di forza nel confronto che dovremo avviare con Parma nella prospettiva del riordino deciso dal governo”. Il presidente rende noto inoltre che anche l’Autorità portuale di La Spezia è interessata al tavolo della logistica, un motivo in più per proseguire nello sviluppo del progetto. La manifestazione di interesse non sorprende: il porto di La Spezia utilizza per la maggior parte i servizi dell’Interporto di Parma e l’ipotesi che si affacci sul mercato intermodale un nuovo player, posizionato favorevolmente sulle tratte continentali, alimenterebbe una interessante concorrenza tra i fornitori di servizi, ma soprattutto riequilibrerebbe i rapporti commerciali che intrattiene con CEPIM  spa, la società che ha realizzato e gestisce la piattaforma intermodale di Parma.
La struttura parmense si è qualificata negli anni tra i primi hub intermodali europei, esattamente all’ottavo posto dopo Verona, Torino, Brema, Norimberga, Bologna, Madrid e Nola.  Costruita in posizione strategica tra le autostrade A1 e A15 e direttamente collegata alla linea ferroviaria Milano-Bologna. Occupa 2541 chilometri quadrati di cui 600.000 mq coperti, nell’ultimo anno ha movimentato 47.677 unità di carico impiegando 1500 addetti in organico a 86 aziende operanti nei settori logistica e trasporti. I principali azionisti sono Gruppo Eni 29%, Enti pubblici 29%, Istituti di Credito 24%, altri 18%. CEPIM spa ha chiuso il bilancio 2011 con circa 200 mila  euro di utile netto malgrado le pesanti ricadute della crisi economica che non ha risparmiato il settore.  Proprio con il porto di La  Spezia sta sviluppando il progetto Shuttle che coinvolge anche l’interporto veronese Quadrante Europa. “Si tratta di potenziare i flussi di merce lungo l’asse Tirreno-Brennero e di costituirne gli snodi principali per ottenere  una maggiore competitività dei territori posti sull’asse stradale-ferroviario e  lo sviluppo sostenibile a vantaggio delle aree interessate con l’alleggerimento del traffico pesante su strade e autostrade: sono questi solo alcuni dei punti fondamentali nei quali si articola l’intesa, che si pone l’ambizioso obiettivo di sviluppare il trasporto su rotaia delle merci che viaggiano in container e che arrivano al porto di La Spezia dirette al Nord Europa”. Si può concludere sottolineando come sia poco produttivo portare al tavolo del confronto con Parma, in materia di riordino della Provincia che ci vedrà uniti, un  progetto di fattibilità per la realizzazione di una nuova piattaforma intermodale. Sarebbe in concorrenza con quella esistente evidenziando soltanto come punto di forza il riconoscimento del ruolo geopolitico della provincia di Piacenza. Il ruolo cui si riferisce Trespidi ce lo riconosce la storia, non occorreva la firma di Peri e di Merlo. Il problema è che Piacenza non lo ha mai interpretato.
Ricordo che all’inizio degli anni ottanta  a Piacenza si litigava attorno al nuovo posizionamento della dogana costretta a trasferirsi, dalla sede ricavata all’interno dell’area del Consorzio Agrario Provinciale, perché costituiva ormai grave intralcio e pericolo alla viabilità. Il Comune di Piacenza e la Camera di Commercio avevano individuato la zona di Le Mose mentre la società FIBS srl offriva  di ospitare la dogana  nel terminal di Via Ranza dotato di collegamento ferroviario e di tutte le infrastrutture adatte alla gestione del traffico delle merci. Si sarebbe avviata la realizzazione di ciò che ora si chiama piattaforma intermodale. Finì come si sa, la dogana fu ospitata temporaneamente in via Ranza, grazie all’intervento del Ministero delle Finanze, per essere realizzata successivamente a Le Mose in carenza di infrastrutture essenziali. Tutto ciò succedeva mentre a Parma fu avviato il progetto di interporto pur non avendo mai avuto quel ruolo geopolitico che Trespidi scopre solo ora per Piacenza, purtroppo… fuori tempo massimo!  Piuttosto che insistere nella sterile politica di rifiuto e contrapposizione con Parma, a mio parere, avremmo più vantaggi cercando l’integrazione in ogni settore.

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.