
Trump presenta istanza alla Corte Suprema per i conteggi dei voti in Pennsylvania, dove attualmente avrebbe oltre il 50% delle preferenze

ROMA – Voto dopo voto, diminuiscono le chanche di vittoria per Donald Trump. Michigan e Wisconsin hanno portato Biden a quota 253 grandi elettori, un passo dalla vittoria. Si aspettano i risultati di Arizona e Nevada, stati che dovrebbero colorarsi di blu, per raggiungere l’obiettivo dei 270 elettori. Continua lo spoglio in Georgia, dove il team del presidente ha chiesto lo stop al conteggio dei voti postali, Pennsylvania e Nord Carolina. Trump non sembra comunque intenzionato al passo indietro e, su twitter, annuncia il ricorso in tre stati (Michigan, Wisconsin e Georgia) e attacca: “E’ una frode”.
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Articolo in aggiornamento
ORE 01.30 TRUMP: “RICORSI IN TRE STATI”
“Il danno all’integrità del sistema è già stato fatto”. Trump continua a twittare, mentre il suo staff chiede lo stop del conteggio dei voti in Georgia e annuncia ricorsi in almeno quattro stati. “Stanno trovando voti per Biden ovunque- scrive il presidente- in Pennsylvania, Wisconsin e Michigan. E’ un male per il paese!”.
ORE 23.30 BIDEN CRESCE: LA CNN LO DA’ A 253, PER FOX VOLA A 264
Continua il conteggio dei voti negli Stati Uniti, dove Biden sembra in vantaggio avviandosi verso un distacco incolmabile. L’emittente Cnn assegna a Joe Biden 253 grandi elettori confermati, contro i 213 di Trump, mentre Fox News – storicamente allineata con i repubblicani – ne assegna addirittura 264 a Biden e 214 a Trump. A fare la differenza sarebbero gli Stati del Wisconsin e del Michigan: Cnn resta ancora possibilista, mentre Fox news li assegna entrambi a Biden.
Secondo Fox News, in Wisconsin Biden guida con 49,6% contro 49% di Trump, mentre per Cnn Biden è a 49,4% contro il 48,8% di Trump. In Michigan, le proiezioni di Cnn danno il candidato democratico con il 49,8% dei voti contro il 48,6% del presidente Trump. La differenza è di 61mila voti. Scrutinati al momento il 97% delle schede. Se il Wisconsin vale 10 grandi elettori, il Michigan ne assegna 16. Insieme al Nevada – dove il distacco con Trump è di circa 7mila voti – secondo gli analisti Biden potrebbe andare oltre i 270 grandi elettori necessari per entrare alla Casa Bianca.
Tuttavia qui per i risultati bisognerà attendere domani. Ancora sei Stati non hanno chiuso i conteggi: sono Arizona, Alska, Georgia, Nord Carolina e Pennsylvania. L’Arizona in particolare, insieme al Nevada, potrebbe garantire il successo all’ex vice-presidente Biden: anche qui il democratico è in testa col 51% contro il 47,6 del presidente Trump, e la differenza è di 91mila voti. Questo Stato del sud-ovest deve però conteggiare ancora 600mila schede, come conferma la Cnn.

Ore 22.40 BIDEN: “È CHIARO CHE SAREMO NOI A VINCERE”
“Non sono qui per dichiarare che abbiamo vinto ma che, quando i conteggi saranno conclusi, saremo noi i vincitori“. Lo ha detto Joe Biden, nel suo primo discorso alla nazione dalla chiusura dei seggi. Il candidato democratico si trova a Wilmington, nello stato del Delaware, dove annunciò di aver accettato di correre per la Casa Bianca. Al momento le proiezioni lo danno avanti rispetto al presidente Trump con 237 grandi elettori contro 213. Per aggiudicarsi la presidenza, ne servono almeno 270 su 538.
“E’ importante ascoltarci e rispettarci. Curarci, come nazione. A prescindere dalle vedute diverse- ha sottolineato Biden- dobbiamo smettere di vederci come nemici. Voglio essere chiaro: io mi sono presentato con i democratici, ma se vincerò sarò il presidente dell’intera nazione”. Quindi la conclusione: “Ogni voto deve essere contato. Nessuno deve rubare la democrazia, né ora né mai. Noi, il popolo, non staremo in silenzio, non ci arrenderemo”.
“Nonostante stiamo affrontando una pandemia, mai così tanti elettori si sono recati alle urne come durante queste elezioni. Ben 105 milioni di americani hanno votato. E’ straordinario. Qui, è il popolo che governa”, ha infine sottolineato Biden.
Ore 22.30 TRUMP ALLA CORTE SUPREMA PER CONTEGGI IN PENNSYLVANIA
“È giunto il momento. Alla luce dei risultati di ieri sera, il voto in Pennsylvania potrebbe benissimo determinare il prossimo Presidente degli Stati Uniti”. Lo ha detto Jay Sekulow, uno del team di avvocati del presidente Donald Trump, dopo che il comitato della campagna elettorale ha annunciato di aver presentato istanza alla Corte Suprema affinché intervenga nel ricorso ancora fermo alla Corte Suprema della Pennsylvania, presentato a ottobre per contestare presunte irregolarità nello spoglio dei voti in quello Stato.
Nel ricorso iniziale veniva contestato il fatto che la legislazione locale abbia permesso ai seggi di ricevere i voti per posta oltre il termine delle votazioni, ossia fino a venerdì 6 novembre alle 17 ora locale. La corte suprema locale tuttavia ha deciso di rinviare l’esame del caso dopo le elezioni, per questo oggi il team di Trump ha adito la Corte Suprema federale. “Questa Corte, non la Corte Suprema della Pennsylvania, dovrebbe avere l’ultima parola sulle questioni legali pertinenti” ha aggiunto Sekulow. La Pennsylvania, che come molti Stati ha ampliato la possibilità di ricorrere al voto per corrispondenza per evitare assembramenti ai seggi in piena pandemia, ha già fatto sapere che potrebbe annunciare i risultati non prima di venerdì. Stando ai dati attuali in questo Stato, Trump guida la gara con oltre il 50 per cento delle preferenze.
Ore 20 – BIDEN AVANTI IN MICHIGAN, LA PENNSYLVANIA SARÀ DECISIVA
Joe Biden prova a chiuderla, Donald Trump tenta di resistere e rilancia le accuse di brogli: questa la fotografia del voto alle 13.30 newyorchesi, ormai sera in Italia, dopo gli ultimi dati degli Stati del Midwest e dell’Arizona e in attesa del conteggio delle preferenze espresse per corrispondenza, decisivo in particolare in Pennsylvania. Nel corso della giornata lo sfidante democratico ha consolidato un vantaggio, anche se di stretta misura, sia in Wisconsin e in Michigan che in Nevada e in Arizona. In tre di questi Stati su quattro però il margine è inferiore al punto percentuale e lo spoglio non si è concluso (in Nevada manca ancora all’appello il 14 per cento delle schede).
L’elezione è aperta pure in Georgia, nel sud-est, dove restano da contare circa 200.000 voti. Trump è avanti di 83.000 preferenze e dunque non ha la certezza matematica di farcela. È possibile che però, come nel 2016, alla fine risulti decisivo il Midwest. Oltre al Wisconsin e soprattutto al Michigan, che vale ben 16 “grandi elettori” e dove Biden guida per 0,9 punti percentuali, peserà la Pennsylvania. Si tratta di uno Stato che dà diritto a 20 “grandi elettori” e dove il voto per corrispondenza è stato particolarmente rilevante. Dopo lo scrutinio dell’80 per cento delle schede, Trump mantiene un vantaggio di otto punti percentuali. In termini assoluti si tratta di 464.000 preferenze. Abbastanza da alimentare le speranze del presidente uscente ma non abbastanza per farlo sentire al sicuro.
Oggi, su Twitter, Trump ha rilanciato le accuse e le minacce di ricorsi giudiziari della notte: “Stanno lavorando duro per far sparire un vantaggio in Pennsylvania di quasi 500.000 voti”. Per capire bisogna considerare nel computo i cosiddetti “absentee ballot”. Secondo i responsabili della commissione elettorale di Philadelphia, le preferenze espresse per posta ancora da scrutinare sono più di un milione. Si tratta perlopiù di voti democratici, a credere ai funzionari che ancora la notte scorsa parlavano di un rapporto di 16 a uno a favore di Biden. Se la rimonta riuscesse lo sfidante democratico conquisterebbe la Casa Bianca. Se Trump dovesse tenere, aggrappandosi a quelli che alcuni analisti hanno già definito il “red mirage”, il “miraggio rosso” dei repubblicani, potrebbe però ancora spuntarla.




