Continua lo scontro sulla cosiddetta “teoria gender”, con un nuovo capitolo che si è consumato al Liceo Colombini di Piacenza. La “teoria” gender, almeno a livello accademico, in realtà, non esiste: dagli anni ’50 sono iniziati studi approfonditi sulla sessualità, che hanno portato alla definizione di genere: con la parola “sesso” si iniziava, infatti, a indicare solamente la differenza “corporea” tra uomo e donna mentre “genere” indicava la percezione che ogni individuo ha di sé stesso in quanto maschio o femmina. Il genere, definibile come lo status di uomo o donna, sarebbe, di fatto, un carattere appreso e non innato: maschilità e femminilità sarebbero concetti relativi, legati alla società, con tutte le conseguenze del caso, legate anche, nella società occidentale, all’accettazione delle coppie dello stesso sesso o della donna come sesso forte rispetto all’uomo. Secondo alcuni, invece, la “teoria gender” sarebbe assolutamente reale e vorrebbe l’essere umano slegato dalla sua sessualità biologica, “inventandosi” uomo o donna in base alla percezione individuale. Secondo questa visione il “gender” scardinando l’idea classica di sessualità uomo-donna, ribalterebbe un ordine “naturale”. Nel dettaglio del caso del Colombini, a scatenare proteste e polemiche è stata una lezione, che una insegnante del liceo ha tenuto recentemente, durante l’ora di religione: durante la lezione è stata visionata una video-conferenza di Massimo Gandolfini, organizzatore del Family Day. Molti studenti, secondo le ricostruzioni successive, hanno espresso il loro disappunto per una lezione, a loro dire, a senso unico, e senza un adeguato momento di dibattito. Nel video, visibile su Youtube, Gandolfini si scaglia contro quella che chiama “ideologia gender”: “si basa su un assioma indimostrato” e negherebbe “l’identità sessuata che è diversa dall’identità sessuale”, inoltre, sempre secondo Gandolfini “la nostra sessuazione non è una cosa da smontare, è un dato di fatto di cui prendere atto e coscienza”. La lezione “incriminata” è avvenuta durante la “Settimana della Flessibilità”, momento in cui si concentrano le attività di recupero per studenti e gli approfondimenti disciplinari. Nessun problema, invece, è stato rilevato dall’insegnante Ester Capucciati: “avremmo ascoltato e ho rimandato la discussione alla settimana successiva” ha spiegato “è stata una conferenza a titolo informativo. Ho anche detto che durante la visione, se ci fossero state domande, avremmo interrotto e mi sarei messa a disposizione”. Per la professoressa la conferenza di Gandolfini “per tre quarti si basa su dati scientifici: Gandolfini, da medico, spiega la sessuazione umana, dal concepimento all’età adulta attraverso le teorie dei maggiori studiosi americani”. Gli studenti, attraverso le loro associazioni hanno poi dato il via ad un’aspra polemica tra chi sostiene la finalità scientifica della conferenza e chi, parla di propaganda impropria. Tra i primi il Movimento Studentesco Padano, che interviene con Marvin Di Corcia, coordinatore Msp Emilia: “l’esperienza di un neurochirurgo che racconta come funziona la natura cioè che la famiglia è quella composta da una mamma e da un papà, non è una lezione a senso unico”. Per Di Corcia “l’Europa stessa vuole stravolgere l’idea di famiglia naturale, cercando di imporci la teoria gender: recentemente è stato proposto di sostituire le parole “mamma” e “papà” con “genitore 1” e “genitore 2”, anche sui documenti scolastici”. Dall’altra parte si pone l’Unione degli Studenti di Piacenza, che in una nota come sia “ingiusto e insensato che sia presente al Colombini un approfondimento obbligatorio di religione, anche per chi normalmente non partecipa alle lezioni della materia” spiega la nota, che prosegue “Siamo, esterefatti che si sia lasciato utilizzare un luogo di conoscenza come la scuola per propagandare bufale”. La teoria gender, secondo l’Unione degli Studenti “non esiste e a dire questo è tutta la comunità scientifica, in primis l’ordine degli psicologi; essa è nient’altro che una teoria inventata da alcuni parti politiche per impaurire gli elettori”. Vogliamo “un’ istruzione che si componga di scientificità, di un serio insegnamento della sessualità e di tolleranza verso le differenze e non di bufale, di repressione e di discriminazione verso il diverso” conclude la nota.




