Le Sardine invadono Piazza Duomo: “Stufi di un linguaggio politico aggressivo”

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Le “sardine” invadono Piacenza. Dopo le prove generali di domenica 24 novembre andate in scena a Fiorenzuola d’Arda – con circa 500 persone radunate sotto la pioggia in Piazza Mameli, in concomitanza con l’arrivo del leader della Lega Matteo Salvini nel comune piacentino – nel tardo pomeriggio del 28 novembre, la propaggine locale del movimento si è ritrovata in Piazza Duomo per un nuovo flashmob, raddoppiando il numero di presenze. Circa un migliaio di cittadini si è infatti dato appuntamento all’ombra della Cattedrale: come da prassi nessuna bandiera o slogan di partito, ma solo tante sardine di cartone colorate.

E tra un “Bella Ciao” e un inno di Mameli, intorno alle 19 ai partecipanti si è unito anche Mattia Santori, uno dei quattro giovani ideatori del movimento partito da Bologna un paio di settimane fa per “arginare” – in vista delle elezioni di gennaio – l’avanzata di Salvini e della candidata del “Carroccio” alla presidenza dell’Emilia Romagna, Lucia Borgonzoni. Con un megafono, in mezzo alla folla, Santori ha ribadito i concetti chiave che muovono le “sardine”, già espressi più volte in questi giorni sui media. “C’è molta più gente di quanta credessimo che si è stufata di un linguaggio violento e aggressivo per affermare un’idea, un pensiero politico – le sue parole -. Anche qui a Piacenza – ha aggiunto – stiamo sfatando il mito che sostiene che dove governa la destra la gente è di destra: non è vero. L’unione delle diversità ha reso grande questa Regione e l’ha fatta sviluppare e crescere”.

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