Albasi (nella foto) promossa con la media del “sei”; rimandata a settembre Tarasconi; tutti gli altri bocciati, con alcuni che finiscono dietro la lavagna. Se qualche giorno fa il sindaco Paolo Dosi si era concesso un bel “sette” in pagella per il lavoro di metà mandato, non così magnanimi sono stati gli scrutini effettuati dai suoi colleghi politici in Consiglio comunale. Con pochissime eccezioni, le pagelle dei capigruppo d’opposizione sono state impietose nei confronti della sua squadra di assessori, con medie che si sono alzate solo grazie “alla manica larga” degli omologhi di maggioranza. I nostri politici si sono gentilmente prestati al gioco di affibbiare voti ai nostri amministratori. Di gioco si parla, è bene rammentarlo, ma dal quale emerge un dato su tutti: a Piacenza si salva la cultura, grazie alla passione e alla preparazione dell’assessore delegato Tiziana Albasi. Sul resto – tra sviluppo economico, lavori pubblici, urbanistica, infanzia e bilancio – si vedono pochi progressi. Apertura di credito in tema di commercio e servizi al cittadino, con la riconosciuta “instancabile passione” di Katia Tarasconi che, tuttavia, non avrebbe prodotto che “lievi miglioramenti” sul fronte della rivitalizzazione del centro storico. Il comparto Servizi sociali di Stefano Cugini viene pesantemente penalizzato dalla vicenda Asp Vittorio Emanuele, dai più criticata; sui Lavori pubblici di Giorgio Cisini il commento più in voga è stato: “tanto fumo e poco arrosto”, praticamente analogo a quello delle Aree militari di Silvio Bisotti: “Molti annunci, ma ancora nessun successo concreto”. Quanto al bilancio, beh, lo sfortunato Gazzola paga “le precarie condizioni in cui versano le casse comunali e l’essere sotto scacco del Partito Democratico”. Dietro la lavagna Giulia Piroli accusata dalla maggioranza di un atteggiamento “ostile” nei confronti dell’aula.
Il giudizio più tranchant e ostile lo ha dato il capogruppo del Pdl Marco Tassi secondo cui il migliore della giunta Dosi “è quello ch e si è dimesso (l’assessore Luigi Rabuffi, ndr), i peggiori quelli che non l’hanno ancora fatto”. Per Maria Lucia Girometta (Forza Italia), raggiungono la sufficienza solo Albasi (6,5) e Tarasconi (6). Per quest’ultima “tanta passione, pochi risultati” dice la forzista. Tutti gli altri sotto la sufficienza con i soli Timpano e Cugini a sfiorarla (5/6).
Erika Opizzi (Fratelli d’Italia) rifila due pesanti “4” allo Sviluppo economico di Timpano e all’Infanzia di Giulia Piroli. Si salvano solo Tarasconi (6,5) e Cisini (6). Più abbondante Paolo Garetti (lista Sveglia) che promuove con un discreto Tarasconi, Albasi e Cugini (7), rifila un senza voto a Timpano, un “sei” a Bisotti, due “cinque” a Cisini e Gazzola, un “4” a Piroli. Per Marco Colosimo (Pc Viva) tutti insufficienti, ma dei “sei” di stima ad Albasi, Bisotti e Gazzola. Nella sua pagella si distingue invece Timpano (7) “anche se dovrebbe lavorare di più sul polo logistico”. Severissima Mirta Quagliaroli del Movimento 5 Stelle: con le fioccano i “4” per Timpano, Cisini, Bisotti e Piroli. Tarasconi (“pochi risultati sul commercio, ma qualche iniziativa spot lodevole”) e Cugini (5) per il quale ancora una volta a pesare è la vicenda Asp. Emergono dal grigiore, ma con due sufficienze striminzite Albasi (“sta lavorando, bene il teatro”) e Gazzola (“deve fare i conti con una situazione precaria”). Per Massimo Polledri (Lega Nord), la vicenda Asp danneggia pesantemente la pagella di Cugini (4). Insufficienti (5) Timpano (“nonostante gli sforzi pochi risultati), Tarasconi (“sul centro storico tanta confusione”), Piroli (“dopo il gender e l’attacco ai giornalisti”). Arrivano al “6” Bisotti e Gazzola, mentre la prima della classe si conferma Albasi (6,5) che “ha anche il merito di parlare poco”. Tutti rimandati a maggio 2017 per Roberto Colla (Moderati) che ammette “di avere tanti punti di domanda sull’operato di questa giunta”. “Di sicuro – aggiunge – se fossi stato nel sindaco non mi sarei mai dato “7”. Devono essere gli altri a giudicare”. L’ex assessore Giovanni Castagnetti (piacentini per Dosi) è ultrasoddisfatto dei suoi assessori: spicca l’”8” di Cugini “che ha risolto parecchie situazioni spinose come l’Asp e la situazione profughi”. Promossi a pieni voti (7,5) Tarasconi, Albasi e Gazzola; “7” a Bisotti e Timpano, “6,5” a Cisini e Piroli.




