Le librerie restano chiuse ma i librai sono attivi: dalle consegne a domicilio a nuovi modi di vendita

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Mentre nel resto d’Italia le librerie tornano ad alzare le saracinesche a Piacenza (così come a Rimini e Medina ma anche in tutta la Lombardia) bisogna aspettare almeno fino al 3 maggio.

Ha voluto così il presidente Stefano Bonaccini in una ordinanza emessa sabato 11 aprile che riguarda librerie, cartolerie e negozi per neonati. La scelta ricalca anche il volere degli stessi librai che non sono ancora sicuri di poter garantire le misure di sicurezza in un luogo che è sempre stato di sosta, in cui poter chiedere consiglio e scambiare due chiacchiere.

“In libreria bisogna sostare, chiacchierare, fare incontri. Non credo che le persone faranno la fila per avere un libro. E poi se li fermano sarà giustificato il fatto di uscire per comprarne uno? Preferisco tutelarvi/armi fino al 3 maggio continuando con le consegne a domicilio #Amasonia” scrive ad esempio Sonia Galli, della libreria Fahrenheit 451.

Certo, i librai hanno apprezzato che il libro sia entrato a far parte dei beni di prima necessità ma per le zone più colpite, come la nostra, è ancora presto per abbassare la guardia. Bisogna portare pazienza ancora un po’ per garantire alle librerie di dotarsi delle misure di sicurezza e ripensare i propri spazi e i propri metodi di vendita. Intanto, sono in molti ad aver attivato il servizio di consegna a domicilio per i propri clienti.

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