
MusicAlia nasce a Piacenza nel 2010, all’interno del Liceo Gioia, grazie a un finanziamento della Fondazione di Piacenza. Alla base del progetto c’è un gruppo di professionisti della musica e dell’educazione, Alessandra Capelli, Franco Marzaroli, Claudia Nicastro, Cecilia Pronti e Valeria Provini, che negli anni precedenti avevano seguito percorsi formativi mirati: un master triennale presso il centro di eccellenza nazionale nella musicoterapia orchestrale Esagramma di Milano, da cui è tratta la metodologia di riferimento dell’intera associazione attraverso l’educazione alla complessità attraverso il linguaggio musicale, e un Master di primo livello presso la Scuola di Musica di Fiesole.
Il cuore dell’attività di MusicAlia è un percorso triennale di musicoterapia orchestrale rivolto a giovani e adulti con disabilità. Dopo una prima fase di presa in carico, i ragazzi vengono accompagnati lungo tutto il percorso con una cura costante, sia dal punto di vista musicale che educativo e relazionale; l’équipe si avvale di strumenti di osservazione specifici, come la tenuta di un diario individuale che registra l’evoluzione musicale e comportamentale, l’uso di registrazioni e video per rielaborare strategie e proposte educative personalizzate, costellate anche da momenti informali, come la merenda, in cui viene lasciato spazio a un tipo di comunicazione più spontanea, non mediata dalla musica ma altrettanto preziosa. Parallelamente al triennio, ogni venerdì pomeriggio, da ormai quattordici anni, si tiene la prova settimanale dell’Orchestra MusicAlia, un ensemble sinfonico integrato che riunisce attualmente dodici ragazzi con disabilità e oltre trenta operatori, tra educatori, musicisti e strumentisti professionisti. È in questa sinergia che MusicAlia trova il suo senso più profondo: offrire, attraverso l’arte, la possibilità concreta di un cambiamento reale, dentro e fuori la persona.
L’orchestra rappresenta la dimensione più visibile, collettiva e simbolica del progetto, ed è proprio nella continuità degli operatori, nella fiducia che si costruisce settimana dopo settimana, che risiede una parte fondamentale della sua efficacia terapeutica. Gli strumenti utilizzati sono quelli dell’orchestra classica: archi come violini, violoncelli e contrabbassi; percussioni grandi e piccole; arpe e fiati. Il ruolo degli strumentisti professionisti è quello di “tenere le fila” del discorso musicale, guidando l’ensemble con precisione e flessibilità. Le partiture, riscritte per adattarsi al livello di ciascun musicista, permettono ai ragazzi di acquisire nel tempo maggiore complessità tecnica: dal semplice pizzicato delle corde vuote si passa gradualmente a posizioni più complesse, fino all’uso degli accordi. I risultati di questo percorso sono tangibili su più livelli. Oltre allo sviluppo musicale, i ragazzi raggiungono importanti traguardi nella sfera personale, psicologica e relazionale. Migliora la comunicazione, sia verbale che non verbale, cresce la fiducia in sé stessi e negli altri, si sviluppa un senso di appartenenza e di ruolo sociale. La musica diventa così non solo un mezzo di espressione, ma uno strumento profondo di risonanza interiore, che permette a ciascuno di risuonare con il proprio vissuto emotivo e identitario.
Il metodo proposto da MusicAlia non punta solo alla formazione musicale, ma a un’educazione più ampia alla complessità musicale, relazionale e personale. Si parte da forme semplici come ninna nanne o improvvisazioni su poche note, fino ad arrivare a brani orchestrali più articolati come suite e sinfonie. Anche il pubblico cambia nel tempo: dai saggi pensati per le famiglie si passa a concerti aperti, veri e propri eventi che danno visibilità al lavoro dell’ensemble. Il repertorio si basa prevalentemente su musica “colta”, scelta per la sua ricchezza di spunti e per le potenzialità che offre in termini di riscrittura e rielaborazione.
Un evento che coinvolgerà questa associazione si terrà mercoledì 2 luglio alle 21:15: il cortile di Palazzo Farnese ospiterà l’Orchestra MusicAlia per una delle serate più attese del Piacenza Summer Cult 2025. In programma un repertorio eclettico e suggestivo, che spazia dal Te Deum al valzer di Kabalevsky, dalla Sarabanda di Händel a celebri colonne sonore come Il castello errante di Howl di Hisaishi, Giù la testa di Morricone e l’immancabile Toreador dalla Carmen di Bizet. L’ensemble è composto da una quarantina di musicisti, tra cui 15 ragazzi con disabilità affiancati da operatori specializzati secondo il metodo Esagramma. A dirigere l’orchestra i maestri Alessandra Capelli e Franco Marzaroli, che, come ogni anno, creano partiture su misura che permettono a ogni orchestrale di partecipare secondo le proprie possibilità, affiancati dalle altre fondatrici dell’associazione Cecilia Pronti, Valeria Provini e Claudia Nicastro. Dopo il successo delle edizioni precedenti, l’evento si conferma un punto di forza della rassegna estiva, capace di coniugare musica, inclusione e cultura.




