Una partita che, di fatto, sembrava finita e strafinita. Solo che, tra la scarsa incisività dei biancorossi e la voglia di 0-0 degli uomini di Dal Canto, a 17 minuti dal ’90, è spuntato Sala, seguito, 180 secondi più tardi, da Brunori. 0-2. Franzini, costretto a fare a meno di Bertoncini e Della Latta, ripropone capitan Silva al centro della difesa e Sestu al fianco di Romero in attacco, in un 3-5-2 che vede Di Molfetta e Barlocco sugli esterni; Dal Canto risponde col tridente formato da Serrotti, Brunori e Persano. La gara parte piano, i ritmi sono bassi e le due squadre non sembrano volersi fare male; Di Molfetta e Sestu i più pericolosi per gli emiliani, Arezzo totalmente inesistente dalla cintola in su.
Nella ripresa, Pergreffi prova un sinistro al volo su corner, ma la conclusione è troppo centrale. Altro? No. Lo 0-0 sembra non volersi schiodare per nessuna ragione al mondo. Poi, al 73′, l’episodio che spezza l’equilibrio: Sala riceve palla nell’area biancorossa, si accentra e lascia partire un destro a giro che tocca il palo ed entra in rete. Nemmeno il tempo di ripartire da centrocampo che Brunori, sfruttando un’ingenuità di un Silva fino a quel momento impeccabile, fulmina Fumagalli. 0-2, una botta pazzesca. Franzini inserisce Pesenti, Fedato e Sylla, ma il punteggio non cambia. Cosa salvare? La prestazione di Marotta sulla meridiana e i ritorni di Bertoncini e Della Latta in vista del mercoledì sera di Vercelli (dove invece mancherà Corradi, infortunatosi al collo del piede in uno scontro di gioco nei secondi finali del match). Ecco, Vercelli. Alla luce della doppia sconfitta consecutiva, quella del Piola sarà una sfida verità per un Piacenza che, dopo una partenza
degna di Usain Bolt in campionato, sembra accusare un po’ di stanchezza. Ma, come ha dichiarato Franzini nel post partita in sala stampa, se si vuole tornare dal Piemonte con qualche punto in saccoccia, occorrerà disputare una grandissima gara.
Sasi




