
A 900 anni dalla nascita della Cattedrale di Piacenza, un libro racconta la Storia della sua costruzione: “La mirabile impresa. Cattedrale di Piacenza: un intero popolo al lavoro” è il titolo, piuttosto eloquente. Si tratta della prima fra le pubblicazioni dedicate alla Cattedrale, nel novero delle iniziative pensate per celebrare il novecentenario della più importante chiesa piacentina. Corredato da una “Guida illustrata” opera del disegnatore Loreno Confortini, il volume, edito come supplemento del settimanale “Il Nuovo Giornale” e inviato in omaggio agli abbonati, potrà trovarsi al Museo Kronos e da gennaio alla Libreria Berti.
144 pagine per ripercorre l’appassionante Storia della Cattedrale, che vide protagonisti l’operosità dei piacentini e il loro rapporto con Dio e con la fede. Una Storia che vive ancora oggi grazie alla comunità piacentina e tutt’ora non può dirsi conclusa: a scriverla sono stati la storica Federica Villa, il parroco di Gragnano e collaboratore del Nuovo Giornale Don Andrea Campisi e la storica dell’arte Susanna Pighi, ciascuno per il proprio contributo.
“Un’impresa veramente mirabile e ammirabile, creata per durare nel tempo ad opera di diverse generazioni, e non ancora terminata”. A dirlo è stato il vescovo di Piacenza Adriano Cevolotto, introducendo la presentazione del libro nell’aula magna del Seminario vescovile, alla quale, oltre agli autori, ha partecipato anche l’architetto Manuel Ferrari, direttore dell’Ufficio Beni culturali ecclesiastici della diocesi. “Celebrando la Cattedrale- ha spiegato Monsignor Cevolotto- non facciamo omaggio ad un monumento, ma ad un essere vivente e alla vita della sua comunità: il tempio infatti esiste proprio grazie alle persone che lo vivono. La guida illustrata alla cattedrale- come ha poi confermato lo stesso Loreno Confortini- è uno strumento semplice, che può aiutare ad esplorare questo spazio sacro da diversi punti di vista o nel suo insieme, orientandosi tra i segni e i simboli che racchiude. Un invito a entrare, a compiere un pellegrinaggio nella Cattedrale tra le testimonianze più significative della santità, che richiamano a sé ogni fedele”.
La Cattedrale è la chiesa madre-ha osservato il vescovo-, cui sono legate tutte le altre chiese della diocesi: edificio religioso centrale a cui tendere, possiede anche un suo centro interno, la fonte battesimale”.
Specializzata in storia del cristianesimo, l’autrice Federica Villa ha poi ricordato come “la Cattedrale sia stata costruita nelle sue forme odierne a partire dal 1122, dopo il terribile terremoto del 1117: provocando danni ingenti in tutta l’Italia settentrionale, il sisma intaccò la precedente cattedrale dedicata a Santa Giustina”. “Che la Cattedrale non sia opera di creatività e operosità singole, ma lavoro e riflesso di un’intera comunità, con le sue aspirazioni e credenze, è stato vero allora, ma continua a valere oggi: basti pensare al rogo di Notre Dame, nell’aprile 2019. Un evento che ha portato alla mobilitazione dell’intero popolo francese, non solo di chi poteva dirsi strettamente cattolico. Ciò a testimoniare quanto la chiesa madre faccia effettivamente parte della nostra Storia e della nostra identità”.
Dopo il semplice, ma acuto intervento di Don Campisi sull’importanza del sacramento del battesimo come via di adesione autentica, pratica e comunitaria alla fede cristiana, in un passaggio dal “sapere all’essere” che eviti il rischio di astratti moralismi, sentimentalismi e intellettualismi che inaridiscano i frutti dell’esperienza cristiana, Susanna Pighi ha terminato l’incontro.
Esperta in catalogazione e gestione del patrimonio mobile dell’Ufficio Beni culturali della diocesi, le sue note sulle due fonti battesimali del Duomo e sulle diverse formelle delle corporazioni hanno immerso il pubblico in una conclusiva galleria storico- visiva, nel cuore di Piacenza.
A proposito di cattedrali, viene in mente Proust quando dice alla governante Céleste: “Vedete, Céleste, io voglio che, nella letteratura, la mia opera rappresenti una cattedrale. Ecco perché non è mai completa. Anche se già innalzata, occorre sempre ornarla d’una cosa o l’altra, una vetrata, un capitello, una piccola cappella che si apre, con la sua piccola statua in un angolo”.
Anche per il grande scrittore francese quindi, la Cattedrale è tensione infinita verso l’infinito, fatta di piccoli dettagli sempre nuovi. Un organismo pulsante e presente, parte di chi lo vive e abitandolo lo trasforma.
Come anticipato poi nel fascicolo “Un anno di eventi” curato dall’Ufficio Beni culturali ecclesiastici della diocesi, nei prossimi mesi seguiranno un quaderno rivolto ai ragazzi con illustrazioni di Renato Vermi e, entro la fine del 2023, una pubblicazione scientifica su tutte le chiese romaniche del territorio della diocesi, alla luce del lavoro di studio previsto nel 2022.




