
Per Italia Viva, a Piacenza, si apre una fase cruciale: debutta il nuovo coordinatore provinciale, Fabrizio Faimali, mentre prende consistenza il progetto politico di Matteo Renzi, “Casa riformista”, reduce dai buoni risultati nelle recenti elezioni regionali. La lista è stata presentata in Campania, Calabria e Toscana, conquistando complessivamente otto seggi: tre in Campania, quattro in Toscana e uno in Calabria.
Su questo slancio si innesta un passaggio politico considerato decisivo: il 17 gennaio 2026, a Milano, si terrà l’Assemblea nazionale “Verso la Casa riformista”, l’appuntamento che Renzi definisce il vero lancio del nuovo progetto riformista. Un passaggio che l’ex premier accompagna con parole dal tono arrembante: «Il 2026 sarà l’anno della costruzione dell’alternativa. Meloni proverà a blindarsi nel Palazzo in nome della paura, noi dovremo stare nel Paese con tutto il nostro coraggio».
È in questo quadro che Renzi ribadisce anche la sua visione strategica: l’Italia resta un sistema bipolare, con centrodestra e centrosinistra come poli naturali, e Italia Viva si collocherà nel campo del centrosinistra, con la missione di rappresentarne la componente riformista, modernizzatrice e centrale.
Faimali, osservando il quadro, sottolinea i risultati come base di ripartenza: «La lista Casa riformista in Toscana — è vero, Renzi giocava in casa — ha ottenuto il terzo posto dopo PD e Fratelli d’Italia. Un risultato importante che, insieme agli eletti in Campania e Calabria, rappresenta un ottimo viatico per il rilancio del partito anche a livello locale».
Come vi state organizzando a Piacenza? «Il nostro punto di riferimento immediato sarà l’Assemblea nazionale di Italia Viva del 17 gennaio a Milano, nella quale il progetto Casa riformista verrà illustrato in tutte le sue articolazioni politiche e organizzative. Subito dopo terremo l’assemblea provinciale: una nuova fase, fondata sull’apertura a nuove energie, in particolare ai giovani che cercano spazi di confronto sulle emergenze e sui programmi. Ci rivolgeremo anche ai delusi di Forza Italia, ai civici e a chi nel PD non si riconosce più in posizioni percepite come troppo massimaliste».
E nel quadro politico piacentino, come vi muoverete? «Come a livello nazionale, lavoreremo per consolidare l’area centrista e rafforzare il dialogo tra politica e cittadini. E lo faremo con una chiara collocazione nel centrosinistra, così come indicato da Renzi. Il nostro obiettivo è contribuire a disegnare il futuro della provincia di Piacenza: un futuro più solidale, più sicuro, con una sanità puntuale e davvero accessibile».
Il suo coinvolgimento appare forte. Quando nasce questa passione politica? «È una passione che ho fin da ragazzo. Ho iniziato alla fine degli anni ’80 nei giovani della Democrazia Cristiana, nella corrente di sinistra vicina a Giancarlo Bianchini. Poi sono passato ai Popolari, alla Margherita, Udc …»
La sua esperienza più lunga è stata però in Centro Democratico, corretto? «Sì, con Tabacci, quindi in Più Europa. La mia collocazione è sempre stata al centro».
Cosa l’ha portata oggi in Italia Viva? «Come dicevo, il centro è la mia casa politica. E oggi il miglior interprete di quell’area è Renzi, che con realismo riconosce il bipolarismo del Paese e colloca Italia Viva nel centrosinistra. Per questo ho scelto di aderire. Sono entrato a gennaio e a maggio sono stato nominato coordinatore provinciale. Ora il mio impegno è riorganizzare il partito secondo le indicazioni nazionali, in vista delle importanti scadenze del 2027: politiche e amministrative. Mi affianca Fabio Salotti, che cura la parte organizzativa e che riceverà una delega specifica in assemblea».




