Investire sui giovani: l’esempio delle giovani campionesse di volley

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italiaAlessia Orro, Vittoria Piani, Paola Egonu, Giulia Melli, Giulia Mancini, Alessia Mazzaro, Giorgia Zannoni. Nomi assolutamente sconosciuti al grande pubblico ma autrici ad inizio agosto dell’impresa pallavolistica dell’anno: sono infatti le nuove campionesse del mondo under 18. In una stagione in cui sia le nazionali maggiori che le squadre di club hanno faticato ad imporsi ed a rimanere competitive a livello internazionale, il risultato delle giovanissime campionesse iridare di Marco Mencarelli assume maggior rilevanza ed impone valutazioni e riflessioni. Il c.t. azzurro non e’ nuovo a simili traguardi, gia’ quattro stagioni or sono si era imposto nelle medesima competizione under 20 a dimostrazione di una continuita’ nella qualita’ del lavoro con gruppi di giocatrici diverse, stessa qualita’ che evidentemente non ha avuto il tempo di esprimere nella nazionale maggiore con un’esonero frettoloso avvenuto nel 2014. Fa riflettere che nessuna delle nazionali juniores faccia parte del roster di squadre di A1 con una sola rappresentante in A2 (Monza); il resto nasce da fortunate e produttive esperienze di club particolari come il Club Italia e il Casal de’ pazzi. Evidentemente le societa’ maggiori non hanno spazio nelle loro rose e nei loro bilanci per poter investire su giocatrici giovani e di valore, strada piu’ breve e comoda puntare su costose giocatrici estere o su italiane non di primo pelo, certo che visto i recenti risultati fuori confini (sia del maschile che del femminile) piu’ di un’interrogativo nasce sulla reale necessita’ non solo da parte delle Federazione ma anche delle singole delle societa’ di incentivare il lavoro con le ragazze in erba piuttosto. Lodevole in questo senso i frutti che sta dando il lavoro con il Club Italia, squadra di proprieta’ della FIPAV che costituisce l’ossatura con ben quattro titolari della nazionale neo-campione del mondo under 18. Nato nel 1998 per iniziativa di Julio Velasco (non uno qualsiasi) ben presto questa formazione e’ passata dai campionati amatoriali fino alla serie A1 (il cui debutto avverra’ quest’anno) affidandosi alle cure di un altro campione del mondo come il CT maggiore Marco Bonitta. Appare una strada corretta da seguire anche in campo maschile, ove invece il medesimo club non ha avuto le stesse fortune e soprattutto le stesse spinte dalla Federazione e dai club di Superlega, ed in altri sport: guardiamo infatti al calcio dove non esiste nessun tipo di esperimento del genere ed i calciatori giovani sono relegati nei campionati dilettantistici o peggio ancora ai margini delle prima squadre, pensiamo per esempio se tutte le maggiori squadre di serie A conferissero almeno 1 o 2 giocatori giovani di valore ad un’ipotetico club da far giocare in Serie B, forse tanti problemi di bilancio e di risultati potrebbero essere risolti o quantomeno alleviati. Ma come sempre la logica del business e del mercato va a cozzare con le logiche di crescita dei giovani e dei vivai. Questo in tutti gli sport.

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