
Suggestiva tutto l’anno, col silenzio del suo chiostro e delle sue linee architettoniche romanico-gotiche e di impianto benedettino, l’Abbazia cistercense di Chiaravalle della Colomba, una frazione di Alseno, accoglierà dal 2 al 16 giugno la consueta Infiorata del Corpus Domini, ossia il lungo tappeto fiorito che si estende dall’entrata dell’abbazia (i cui interni risalgono al Duecento) fino al presbiterio, rappresentante diversi quadri di arte sacra, spesso eucaristici, che ogni anno seguono un motivo diverso, circondati da un’elaborata cornice composta da rami, tralci e una moltitudine di petali di fiori, appunto. Il factotum dell’abbazia e co-produttore della liquoreria abbaziale, Boris Borlenghi è soddisfatto: “Ogni aspetto gioca a nostro favore quest’anno, già nei mesi precedenti abbiamo visto un afflusso turistico ben sopra la media e ce ne aspettiamo uno maggiore”, e sulle novità ha aggiunto: “Abbiamo ripubblicato, come due anni fa, il libretto da guida all’Infiorata, impaginato e finanziato da noi, al costo simbolico di 5€, che si può avere anche se si acquista nella nostra liquoreria.”
L’elenco dei quadri in ordine dall’ingresso verso il presbiterio (i quadri in maiuscolo sono tondi, gli altri rettangolari) quest’anno sono: GESÙ DONA SÉ STESSO NELL’EUCARESTIA – Battesimo – Confermazione – Eucaristia – Confessione – MARIA REGINA DEI POPOLI – Unzione degli infermi – Ordine – Matrimonio – Moltiplicazione dei pani e dei pesci – VENITE, ADORIAMO.
La basilica è stata fondata da San Bernardo di Chiaravalle e la sua ufficialità si attribuisce al solenne documento dell’11 aprile 1136 – espressamente chiamato «institutionis paginam» – col quale l’allora vescovo di Piacenza, Arduino, concesse al monastero i primi beni terrieri. Questo documento cita il nome di «Colomba», perché la leggenda voleva che una colomba bianca avesse delineato con pagliuzze, dinanzi ai monaci, il perimetro del complesso religioso in costruzione. In realtà è più probabile che l’intitolazione sia dovuta a «Santa Maria della Colomba», in piena armonia con la spiritualità mariana dell’ordine monastico in questione, nato in Borgogna nell’XI secolo. La chiesa dalle semplici linee in cotto favorisce il silenzio e la preghiera.
Di seguito, gli eventi ancora in programma.
Domenica 16 giugno – ore 21 – ingresso libero
Concerto dell’Infiorata: Messa solenne in onore di Santa Cecilia
di Charles Gounod (Opera per Coro, Soli e Orchestra). Coro Vallongina (M° don Roberto Scotti), Coro Jacopo da Bologna (M° Antonio Ammaccapane), Corale Polifonica A. Gavina (M° Marco Simoncini), Elena Cattani (soprano), Federico Bonghi (tenore), Fabio Bonelli (basso), Orchestra Sinfonica Colli Morenici e direttore concertatore don Roberto Scotti.
Venerdì 28 giugno – ore 21 – ingresso gratuito su prenotazione (eventbrite.it o tel. 3284057617)
‘Lucilla Giagnoni, Vergine Madre’
Chi avrà la fortuna di assistere a Vergine Madre verrà trasportato dalla forza della parola che diventa immagine e viaggio. Sei canti della Divina Commedia, tra i più noti. Sei tappe di un pellegrinaggio nel mezzo del cammin di nostra vita. Uno spettacolo sublime, per soli 200 spettatori, in una location d’eccezione.
L’Infiorata è visitabile ad accesso libero (con offerta a piacere all’ingresso) secondo gli orari di apertura dell’abbazia (feriali e festivi 8.30-12, 14.30-18.30).




