Influenza: l’Ausl di Piacenza avvia la campagna vaccinale, “virus lungo eaggressivo, proteggere subito i più fragili”

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Con l’arrivo dell’autunno e l’influenza ormai alle porte, anche a Piacenza è ufficialmente partita la campagna vaccinale 2025-2026. Pur non essendoci ancora casi accertati, l’Ausl invita a non sottovalutare la stagione in arrivo: le previsioni parlano di un virus particolarmente aggressivo e destinato a circolare a lungo, con un picco atteso tra gennaio e marzo, in concomitanza con la presenza ancora significativa del Covid.

Secondo Alessandra Rampini, direttrice di Igiene e sanità pubblica dell’Ausl, la coesistenza dei due virus renderà i prossimi mesi impegnativi. Mentre il Covid tende oggi a provocare febbre e meno sintomi respiratori rispetto al passato, l’influenza si manifesta con effetti più prolungati e, nei casi più delicati, può comportare sovrainfezioni batteriche. I tamponi positivi al Covid, attualmente una ventina a settimana contro la quarantina dello scorso anno, rappresentano solo una parte dei contagi reali: “È la punta dell’iceberg”, ha precisato Rampini, sottolineando l’importanza di una prevenzione capillare.

L’Ausl di Piacenza, in linea con la strategia regionale dell’Emilia-Romagna, ha dato avvio alla campagna il 13 ottobre, distribuendo ai medici e ai pediatri di famiglia le prime 42mila delle 67.170 dosi ordinate, a fronte di un fabbisogno stimato di circa 78.850. L’obiettivo è aumentare la copertura vaccinale soprattutto tra gli over 60 e gli operatori sanitari, due categorie ancora lontane dai livelli auspicati: lo scorso anno, nei reparti piacentini, solo il 28% del personale si era vaccinato, mentre la percentuale tra gli over 60 si era fermata al 60%. Il direttore sanitario Andrea Magnacavallo ha fissato un traguardo più ambizioso, puntando almeno al 40% per i sanitari e al 75% per gli anziani, così da ridurre la pressione sui servizi ospedalieri e proteggere le persone più vulnerabili.

A guidare la campagna, presentata negli spazi della Medicina di gruppo della Besurica, è la direttrice generale Paola Bardasi, che ha ricordato come vaccinarsi significhi non solo tutelare sé stessi, ma anche contribuire al buon funzionamento del sistema sanitario. Nella scorsa stagione in Emilia-Romagna si sono registrati oltre 1,2 milioni di casi di influenza o sindromi simil-influenzali, sessanta dei quali gravi e dodici con esito mortale; tra le persone più colpite, solo una minoranza risultava vaccinata.

Nel territorio piacentino, l’anno passato si sono raggiunte oltre 64mila somministrazioni, equivalenti a 232 dosi ogni mille abitanti, un dato superiore alla media regionale. Di queste, più di 43mila hanno riguardato cittadini over 65 e oltre quattromila bambini sotto i 14 anni. Risultati che l’Ausl intende consolidare grazie al lavoro di rete con medici e pediatri, responsabili di oltre il 90% delle somministrazioni, e con il coinvolgimento delle farmacie del territorio.

Le vaccinazioni, gratuite per gli over 60, i bambini da sei mesi a sei anni, le persone con patologie croniche, le donne in gravidanza e le categorie a rischio per motivi professionali (come insegnanti, forze dell’ordine, operatori sanitari e lavoratori esposti al pubblico, ma non solo), potranno essere effettuate dal medico o pediatra di famiglia, nei servizi di Igiene e sanità pubblica o nelle farmacie aderenti. Chi non rientra nelle categorie esentate potrà comunque vaccinarsi a pagamento, con un costo che parte da 25,16 euro.

Roberto Laneri, presidente di Federfarma Piacenza, ha sottolineato l’importanza del ruolo dei farmacisti nella campagna, ricordando che la rete delle farmacie consente di ridurre tempi d’attesa e spostamenti, garantendo un servizio di prossimità e qualità. Il vaccino sarà disponibile gratuitamente in farmacia per i cittadini aventi diritto, previa prenotazione, mentre chi non rientra tra le categorie prioritarie potrà accedervi in autonomia.

L’esperienza australiana, da cui gli esperti traggono indicazioni per la stagione europea, lascia prevedere un’influenza più intensa ma con un picco tardivo. Per questo, l’Ausl raccomanda di vaccinarsi il prima possibile, così da arrivare all’inverno già protetti. La campagna, che proseguirà fino a febbraio 2026, punta a una copertura più ampia e tempestiva, indispensabile per affrontare l’imminente “duello” tra influenza e Covid con una popolazione più sicura e un sistema sanitario meno sotto pressione.

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