
Erika Opizzi commenta così la sua iscrizione nel registro degli indagati nell’inchiesta legata agli appalti truccati e corruzione. Secondo gli inquirenti Opizzi potrebbe aver accettato di forzare alcune pratiche legate ad aree nel comune di Piacenza. Sempre secondo le ipotesi di reato, spinta da Tommaso Foti, deputato di Fratelli d’Italia, il quale aveva preso accordi con Nunzio Susino, imprenditore considerato al centro della vicenda. Sia Foti che Opizzi sono soltanto indagati.
LA NOTA DI ERIKA OPIZZI
“Ho consegnato nella giornata di ieri nelle mani del Sindaco Patrizia Barbieri, che ringrazio per la fiducia concessami in questi anni, le mie dimissioni da Assessore del Comune di Piacenza. Ho svolto il mio ruolo sempre ispirandomi ai principi di trasparenza e di giustizia, senza mai aver compiuto atti contrari al bene pubblico o che potessero inficiare il lavoro dell’Amministrazione di cui sono onorata di aver fatto parte e che, come ribadito dagli inquirenti, risulta del tutto estranea a qualsiasi ipotesi di reato”.
Ma in nome dello stesso principio di trasparenza, pur ritenendomi io stessa estranea al reato contestatomi, ho ritenuto giusto assumere questa sofferta decisione sia per tutelare il prosieguo dell’attività di questa Amministrazione, ma soprattutto per lavorare tranquillamente al fine di raccogliere la documentazione necessaria per dimostrare inequivocabilmente che non ho compiuto alcun atto contrario ai doveri del mio ufficio, né ho mai tratto né ho fatto trarre intenzionalmente e consapevolmente alcun vantaggio a chicchessia.
Già da ora voglio evidenziare che gli atti fondamentali (delibera Giunta comunale n.91/2017, delibera Consiglio comunale n.20 del 31/03/2017 e permesso di costruire n.12 del 12/04/2017) sono stati assunti dalla precedente amministrazione. A ciò aggiungasi che la convenzione attuativa di tali atti è stata approvata con delibera di Giunta n.395 del 28/11/2019 all’unanimità, visionata da ben due Direttori generali dell’Ente e dal notaio stipulante nonché sottoscritta, come per legge, dal Dirigente dell’Ufficio.
Confido, come sempre, nell’azione della magistratura perché possa chiarire quanto prima gli esatti contorni della vicenda che mi ha particolarmente provato.”




