
Risulterebbe positivo il 7,1% dei test eseguiti nella nostra provincia,
cui spetta il primato a livello regionale per numero di pazienti entrati
in contatto col virus. A seguire: Parma con il 6,3% e Reggio con 5,9%.
Chiude invece la classifica l’AUSL Romagna (Cesena-Forlì-Ravenna-Rimini)
con il 4,3%.
A un mese dall’inizio dello screening su base volontaria è Regione
Emilia Romagna a “tirare le somme” e, in un recente report, a fare il
bilancio dell’iniziativa che mira a rafforzare l’azione di prevenzione e
controllo del COVID-19. Va detto comunque che i dati sono da soppesare
alla luce del numero di residenti che rientrano nel novero degli
interessati (studenti e loro famigliari), degli aderenti al progetto e,
non ultimo, delle farmacie che in ogni provincia hanno dato
disponibilità a farsi carico dello screening. Nelle 71 attività
afferenti all’AUSL piacentina (percentuale medio-alta rispetto al totale
regionale) sono stati eseguiti in particolare, a far data dal 19 ottobre
fino allo scorso 18 novembre, ben 15.648 test dei quasi 240mila totali.
Dai dati erogati risulterebbe inoltre che, nella nostra provincia,
l’incidenza dei maschi propensi a sottoporsi al pungidito superi di poco
quella delle donne: 56,7% contro 43,3%. Tra gli studenti i volontari più
numerosi si conterebbero tra i 14-18enni (1.694), seguiti da quelli tra
i 6 e i 10 anni (1.211). 1.140 invece gli universitari. Genitori e
conviventi (10.146) rappresenterebbero infine il 64,8% del totale degli
indagati, perfettamente in linea con le percentuali regionali.
Entrando ancor più nello specifico, le nostre farmacie hanno registrato
14.534 negativi sia agli anticorpi Sars-Cov-2 “G” (IgG) che “M” (IgM).
Dei 1.114 contagiati, invece, 322 sarebbero positivi alle sole IgM (che
evidenziano recente esposizione), 534 agli IgG (rilevano un’infezione
avvenuta almeno da qualche settimana), e 258 a entrambi (accertando in
questo caso che l’infezione è in corso).
Bene ricordare che quanti risultati positivi ai test sierologici sono
prontamente contattati per procedere a tampone nasofaringeo, così da
confermare che l’infezione sia in essere o pregressa.
Possono sottoporsi al test gli studenti degli istituti di ogni ordine e
grado, loro genitori, fratelli, sorelle e qualsiasi familiare
convivente. Vi potranno ricorrere inoltre anche tutti gli studenti
universitari il cui medico di base operi in Emilia Romagna. Per i minori
sarà necessario il consenso dei genitori, tutori legali o affidatari,
uno dei quali dovrà comunque presenziare all’accertamento diagnostico.




