
L’incendio della discoteca Pulse a Kočani, che il 16 marzo ha provocato la morte di 59 giovani, sta rivelando inquietanti retroscena di corruzione e negligenza istituzionale. Le indagini hanno infatti evidenziato come il locale operasse senza una licenza valida e senza rispettare le normative di sicurezza antincendio, grazie a tangenti versate a funzionari pubblici e grazie a legami con la politica locale.
Nonostante le evidenti condizioni di rischio, le autorità hanno preferito chiudere un occhio, lasciando che gli interessi economici dei proprietari prevalessero sulla sicurezza. In seguito alla tragedia, alcuni funzionari sono stati arrestati immediatamente, ma l’opinione pubblica resta scettica sulla reale volontà del governo di contrastare il radicato sistema di corruzione che ha reso possibile questo disastro.
Questa tragedia potrebbe avere lo stesso effetto di quella che colpì la Serbia il 1° novembre 2024, con il crollo della pensilina della stazione a Novi Sad, che causò la morte di 15 persone. Anche in quel caso, la corruzione legata a un appalto di costruzione portò alla morte di vittime innocenti, scatenando una serie di proteste che continuano ancora oggi.
Questi eventi tragici hanno scoperchiato il vaso di Pandora. Nei Balcani e, più in generale, nell’Europa dell’Est, la corruzione è il pilastro su cui si reggono i rapporti sociali ed economici. Ogni aspetto della vita quotidiana, così come ogni problema che un individuo può trovarsi ad affrontare, sembra che debba passare inevitabilmente attraverso il meccanismo della corruzione per essere risolto.
Devi prendere la patente? Basta una tangente e non servirà studiare. Vuoi superare un esame a scuola o all’università? Un pagamento extra risolverà il problema. Gestisci un’attività non a norma? Corrompi l’ispettore e potrai continuare senza ostacoli. Hai bisogno di assistenza sanitaria? Una chiamata al politico giusto e salterai le liste d’attesa. Cerchi lavoro? Affidati sempre a lui per garantirti un posto nel settore pubblico.
L’influenza pervasiva delle istituzioni pubbliche e dei partiti politici affonda le radici nel passato socialista della Jugoslavia e dell’Unione Sovietica. Un tempo pilastri fondamentali del sistema, oggi, in un contesto in cui si sono affermate le logiche economiche del liberalismo e l’industria privata cerca di svilupparsi, rappresentano invece un freno, ostacolando la crescita economica. Inoltre, alimentano corruzione e clientelismo, soffocando il merito e impedendo una competizione equa e trasparente tra gli attori economici e il capitale umano.
Tutto ciò è stato facilitato dal fatto che in questi paesi non si è mai realmente affermato il principio della separazione dei poteri tra esecutivo, giudiziario e legislativo. Pilastro delle democrazie occidentali.
Arriviamo però al vero nodo della questione: il cortocircuito del sistema. Finora, il problema sembra ricadere esclusivamente sulla classe politica e sulla dirigenza statale che governa il paese. Ma la realtà è ben più complessa. Questo meccanismo, per quanto corrotto, conviene a molti, soprattutto a coloro che hanno scelto di restare in questi paesi.
Spesso, in un sistema del genere, i vantaggi immediati sembrano superare i costi, almeno secondo una logica puramente utilitaristica. Ma quando arriva il momento di pagare il conto – come nella tragedia di Kočani – l’illusione svanisce. Di fronte a un disastro del genere, nessun privilegio ottenuto può mai compensare il prezzo da pagare. Capita che la logica della corruzione porti l’inferno in terra, anzi in un locale.




