
Il fatturato delle industrie piacentine degli ultimi sei mesi cresce nonostante la crisi economica, la guerra in Ucraina e la pandemia: +17,32%, trainato da quello estero; +27,75% l’export alimentare. Bene l’occupazione generica con +2,2%, in particolare nel settore alimentare con +6,94%. Anche il settore della meccanica non se la passa male, grazie agli investimenti e agli incentivi nel settore della transizione ecologica, dell’industria 4.0 e dei beni strumentali.
Un rapporto “resiliente” quello presentato da Confindustria Piacenza. Il fatturato in crescita è legato sicuramente all’aumento dei prezzi di circa il 15%. Solo il settore alimentare cerca di tenere a bada gli aumenti nei confronti delle famiglie, i suoi principali clienti ed è facilmente intuibile il perché. Il graduale allentamento delle restrizioni nelle imprese di ristorazione e ricettive dell’ospitalità ha permesso al settore alimentare di riprendersi una fetta importante di mercato anche per i prodotti destinati alla grande distribuzione. “Ma – ammette il presidente di Confindustria piacentina Francesco Rolleri – c’è bisogno di gas, di energia in misura importante”. Si cercano alternative che non sono così avare come potrebbero sembrare. “Ho allargato il campo dei fornitori, più suddivisi”, dice Rolleri, seguendo la politica draghiana a livello nazionale.
L’incertezza di questo periodo riduce in una certa misura la fiducia, ammette Rolleri. Sull’estate dell’industria splende decisamente un bel sole, anche se non basta il personale tecnico che ha già. “Non riusciamo a reperire nuovo personale”, aggiunge, sebbene Piacenza sia una delle città con maggiore occupazione in questo senso. Il calo demografico è una minaccia per gli anni a venire, “Si deve fare qualcosa per invertire la tendenza”. E qui si apre la sfida dell’attrattività per assicurare il benessere futuro.
La precoce caduta del governo Draghi rischia di mettere a repentaglio questa crescita economica e resiliente? “Negli ultimi quattro o cinque mesi l’attività del governo non ha brillato, con liti nella coalizione che hanno impedito di agire”. A due mesi dal voto anticipato, con una campagna elettorale agostana, “c’è la speranza di trovarsi in ottobre con un governo dai pieni poteri eletto dagli italiani, che possa far partire le riforme, anzi, se ci sarà un governo forte e più chiarezza sarà un vantaggio”, conclude il presidente di Confindustria Piacenza.
Rolleri: ex Consorzio agrario adatto per manifattura e logistica non è il male
Piacenza ha un enorme potenziale per le sue grandi aree dismesse, sia industriali che militari, insieme alle sue aree logistiche già attive. L’assemblea pubblica di Confindustria Piacenza del 26 settembre prossimo, nell’area delle officine dell’ex Consorzio agrario da via Pennazzi, avrà proprio questo tema al centro del suo dibattito. Per Francesco Rolleri, presidente di Confindustria Piacenza, gli spazi dell’ex Consorzio sono ideali per ricavarci una manifattura leggera per la città. All’incontro di settembre sono invitate le Confindustrie del Nord, l’assessore regionale allo Sviluppo economico Vincenzo Colla e l’esperto di politiche tecnologiche di Hillary Clinton Alec Ross. Verrà messa in vetrina l’area nota come ‘Terre Padane’, già frutto di un accordo di programma con la giunta precedente e ora in dialogo con quella attuale. L’enormità di spazio consente di ripensare il luogo per destinazioni commerciali, residenziali, terziarie e in ultimo proprio manifatturiere favorite dalla vicinanza con la ferrovia, la stazione e da binari che potrebbero essere riutilizzati. “È un segnale importante sulle potenzialità di riconversione, vogliamo riportare aziende dentro la città”, insiste Rolleri. “I Comuni stanno lavorando ai PUG (Piano Urbanistico Generale) e questo offre un serbatoio di aree subito disponibili.” La possibilità di realizzare in aree dismesse ha molti canali, spiega Rolleri, come le palestre costruite nell’ex Laboratorio del Genio Pontieri, passato dai militari al Demanio e poi al Comune. Coi fondi del PNRR all’orizzonte si potranno offrire nuove risorse ad altri progetti ambiziosi.
È notizia di questi giorni delle cause giudiziarie contro i principali dirigenti sindacali delle sigle SI Cobas e USB da sempre in lotta con certe aziende di logistica del Piacentino su diritti e lavoro, ma si parla di logistica anche per il recente trasferimento nel Mantovano dell’Adidas, dove il marchio si insedierà in un magazzino completamente automatizzato. Questo abbandono ha fatto sorgere l’interrogativo se certa logistica a Piacenza non sia ormai prossima all’obsolescenza con la crescente spinta all’automazione del mercato e dell’industria. Per il presidente di Confindustria Piacenza dipenderebbe anche dal clima in cui le aziende si trovano ad operare: “Bisogna smettere di considerare la logistica come un male, ci sono esempi virtuosi, il miglioramento è continuo, sempre più aziende assumono con stipendi fissi garantiti”. Secondo Rolleri c’è chi vorrebbe cacciare la logistica dal nostro territorio, “Ma così noi ci facciamo un male incredibile, siamo destinati a perdere abitanti e a perdere delle possibilità”.




