Dopo quattro sconfitte consecutive ed il robusto pareggio di Ascoli, il Pro Piacenza aveva l’obbligo di sfruttare al massimo il turno casalingo contro una rivale diretta come il Santarcangelo, formazione ai margini della zona play-out e con un rendimento esterno tutt’altro che ragguardevole con sole due vittorie all’attivo. Il Pro parte con il nuovo modulo 3-5-2 con il pacchetto centrale Bini, Silva e Sall con Matteassi e Schiavini a supportare Bacher e Schiavini. Franzini sceglie di abbandonare il fioretto per la spada con difesa bloccata a cinque in fase di non possesso palla, impostazione privilegiata per i lanci dalla difesa e folate offensive lasciate agli inserimento di Matteassi dal centro destra ed alle giocate in tandem di Speziale ed Alessandro. I rossoneri lasciano principalmente le operazioni agli ospiti romagnoli dotati di un miglior giro-palla e ad individualita’ tecniche superiori; e’ tuttavia il Pro Piacenza ha trovare in via occasionale la via della rete con il centravanti David Speziale (al quarto centro nel girone di ritorno) lesto ed abile a sfruttare un “ponte” di Bini sul punizione di Alessandro. E’ comunque l’unico lampo offensivo di una gara giocata dai rossoneri principalmente con l’intento di non perdere e non subire reti. Nella seconda frazione il Santarcangelo prende sempre piu’ campo e, complice alcune sostituzioni che spingono il baricentro del gioco ancora piu’ dentro l’area rossonera (l’aitante Guidone sara’ determinante nel risultato finale), legittima il pareggio con almeno tre limpide occasioni da rete nelle quali Alfonso risponde da protagonista , salvo poi dover capitolare all’ennesimo assalto ospite proprio nel finale con un diagonale di Guidone su macroscopico errore in disimpegno di Schiavini. Il pareggio sancisce un giusto esito per un match in cui il Pro Piacenza ha giocato troppo contratto e con scarsa predisposizione offensiva, denunciando ancora quei limiti offensivi che nelle ultime giornate sono parsi evidenti e che ne hanno minato la corsa alla salvezza. All’appello mancano quattro partite ed i punti di vantaggio sulla retrocessione diretta sono ora quattro (ma domenica potrebbero ridursi a uno), ma i ragazzi di Franzini devono ritrovarsi al piu’ presto sopratutto ritrovando quel gioco corale che aveva permesso la clamorosa rimonta; la permanenza in Lega Pro non puo’ passare solo dalle individualita’ di Matteassi e Alessandro in attacco e dalle monumentali prove difensive di Sall ed Alfonso. Ci vuole piu’ coraggio.




