Il Piacenza vince
un derby non memorabile

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di Giancarlo Tagliaferri – Francesco Volpe-Fiorenzuola 2-0. Questo è l’estrema sintesi di un derby tutt’altro che memorabile giocato da due formazioni costruite per obiettivi di campionato totalmente diversi ma che invece la graduatoria alla fine del girone d’andata le pone sullo stesso gradino di classifica. Dopo il disastro di Imola e la rivoluzione del mercato, Francesco Monaco sembra aver messo temporaneamente in cantina il tanto amato ma squilibrato modulo 4-2-3-1 per un più coerente 4-3-3,con una concezione tattica più coperta con una cerniera di centrocampo più densa e più vicino alla linea della difesa a quattro. La violenta epurazione di fine novembre non solo ha “ripulito” lo spogliatoio da eventuali elementi non graditi al tecnico, ma ha portato in dote giocatori più adeguati (sulla carta) al gioco del tecnico brindisino;  decisamente positivo l’esordio al Garilli di Alessandro Bertazzoli, autore non solo  di un gol da centravanti di razza, ma anche protagonista di una partita di sacrificio e di impegno, lasciando intravedere quelle caratteristiche di attaccante di manovra e di sponda a servizio delle due ali e degli inserimenti dei centrocampisti interni tanto reclamate da mister Monaco. Interessante anche la nuova posizione da mediano alla Naingollan  del giovane Saber, il giocatore ex-Entella ha dimostrato di sapersi meglio destreggiare in una posizione piu’ arretrata ma centrale del campo, permettendogli di toccare e giocare, con una piu’ che discreta personalita’, piu’ palloni in un ruolo piu’ di costruzione del gioco piuttosto che di finalizzazione. Le novita’ piu’ consistenti vengono comuque dalla difesa; le troppe reti subite nelle ultime giornate hanno consigliato lo schieramento con un solo under (a Imola furono addirittura 3) con lo spostamento sulla destra di un centrale di nascita come Ruffini e l’inserimento centrale del nuovo arrivato Di Maio e la conferma dell’esperto Colicchio. Certamente il Fiorenzuola visto al Garilli e’ parsa una squadra inconcludente e per larghi tratti del match quasi assente, la compagine di Mantelli ha fallito completamente l’approccio facilitando oltremodo il nuovo schieramento in campo di Volpe e compagni, e proprio dal capitano partenopeo e’ venuta la conferma come la rincorsa del Piacenza non possa prescindere della sue sgroppate e dalla sua tecnica: la partita di fatto l’ha vinta in solitario con un’ottima accelerazione sul primo goal e una classica azione di percussione sul secondo, forse senza di lui la storia del match avrebbe scritto un diverso epilogo. La societa’ biancorossa ha ribadito e rilanciato le proprie ambizioni, la programmazione triennale continua e le mosse di mercato dimostrano come ci sia la volonta’ di proseguire con dignita’ il campionato, c’e’ una rimonta impossibile da tentare; un rapporto con la tifoseria, stordita da un anno di promesse fallite da ricucire, e soprattutto c’e’ da gettare le basi per un futuro che, a prescindere dalla categoria, debba necessariamente essere piu’ sereno e pianificato da scelte gestionali meno improvvisate. Sabato c’è un nuovo quasi-derby contro un avversario “morbido”, in quel di Fidenza la squadra di Monaco dovrà dare  obbligatoriamente continuità al suo progetto di rinascita, il Rimini dista sempre un’eternità (-12), ma vincere e convincere significherebbero passare un Natale meno al “freddo”.

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