Una gioia attesa da 15 anni. Era il 27 maggio del 2001, in quel giorno battendo la Sampdoria di Gigi Cagni per 2-1 il Piacenza allora allenato da Novellino sali’ per la terza ed ultima volta in serie A. Quel giorno sanci’ di fatto la fine di un’era; fu l’ultima stagione di investimenti importanti e di obiettivi ambiziosi, da li’ infatti i biancorossi iniziarono una lenta ma inesorabile discesa fatti di bilanci drasticamente ridimensionati, scelte strategiche errate ed un progressivo distacco della proprieta’ verso gli affari di campo che ha poi portato allo sfacelo successivo. Due retrocessioni, il coinvolgimento nel calcio scommesse, il fallimento, la difficoltosa ripartenza dai dilettanti, uno stadio sempre piu’ deserto; si sono succeduti una serie di eventi negativi da quella calda domenica di fine primavera nella quale Rastelli prima e Gautieri dopo fecero esplodere un Garilli per l’ultima volta vestito a festa. Ora pero’ Piacenza ed il Piacenza possono tornare a gioire per una promozione e riscoprire quelle emozioni ormai dimenticate, nulla di certo a che vedere con la storico 13 Giugno 1993 giorno nel quale una citta’ intera impazzi’ per la serie A, ma il tornare a festeggiare sancisce di fatto la fine di una lunga parabola discendente e l’auspicio che, con il ritorno tra i professionisti, possa riprendersi quel filo interrotto anni fa, quello stesso filo che ha portato una piccola citta’ di provincia a scontrarsi alla pari con le grandi metropoli. La straordinaria stagione dei record puo’ essere un valido trampolino di lancio, nessuno in Italia e forse in Europa ha fatto meglio del Piacenza archiviando aritmeticamente il campionato gia’ a Marzo con numeri da capogiro e una sensazione di dominio e superiorita’ che col passare dei turni si e’ fatta imbarazzante. La lunga attesa e’ finita: sara’ il piccolo Pontisola o il campetto di Mapello a marchiare definitivamente il termine di un incubo. Piacenza torna tra i grandi del calcio e lo fa per riaprire un ciclo.




