
Martedì sera è stata votata a larga maggioranza la decisione di rinviare a dopo le elezioni. Anche De Micheli a favore. Il rischio è quello di causare fratture interne, ma c’è chi vota contro
La convinzione che le Comunali del 2022 siano una partita aperta sta prendendo sempre più piede nell’ala democratica. Occorre avanzare compatti, evitando fratture interne che rischierebbero di minare l’intera campagna elettorale. Per questo motivo i vertici provinciali del Partito Democratico hanno optato per rinviare il congresso a dopo le elezioni del prossimo anno,
La richiesta di deroga è stata votata lo scorso martedì e ha raccolto una larga parte dei consensi, finendo con il passare. L’accelerazione imposta dal segretario nazionale Enrico Letta ha imposto ritmi più serrati. “La decisione di richiedere il rinvio del congresso preso dalla direzione a larga maggioranza credo sia fondata essenzialmente da una valutazione politica legata alla delicata fase di costruzione della coalizione “Alternativa per Piacenza” 2022. Non è una scelta inedita, già in passato e ad altri livelli del Partito (vedi Regionali 2020) le normali scadenze sono state modificate in relazione ad importanti scadenze elettorali” ha affermato il segretario Silvio Bisotti, il quale si è astenuto dal voto.
Il congresso è spesso teatro di dissidi interni e di screzi; per queste motivazioni il rinvio serve a tutelare l’immagine di un fronte di centrosinistra largo ma solido. La stessa Paola de Micheli, in collegamento dalla capitale, ha votato per il rinvio a dopo le elezioni. Alcune voci fuori dal coro però hanno votato in maniera contraria, ritenendo che sia fondamentale celebrare il congresso quanto prima. Per ora si aspetta la decisione definitiva della direzione regionale del Pd.




