
Grazie alla rassegna “Viaggio nel tempo con l’archeologia” arriva a Piacenza un ospite d’eccezione: Paolo Giulierini, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli (Mann). Grazie alla sua guida il Museo ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di “miglior museo d’Italia per innovazione” e lo stesso Giulierini è stato considerato nel 2018 dalla rivista Artribune “miglior direttore d’Italia”. Paolo Giulierini ha anche progettato e curato la riapertura delle sezioni Egizia, Epigrafica, Magna Grecia e Archeologica del Mann. A lui va anche il merito di una comunicazione nuova e innovativa del brand museale grazie alla creazione di “Father and son”, primo videogioco al mondo realizzato da un museo archeologico. L’appuntamento con questo straordinario ospite è venerdì 14 gennaio alle ore 18.00 presso l’ex Chiesa del Carmine (Piazza Casali 10) con la conferenza dal titolo “Vivere tra tradizione e inclusione”.
Paolo Giulierini, in un’intervista al quotidiano Libertà, offre una preziosa disamina sulla situazione museale italiana e sul ruolo che la cultura può svolgere nel nostro paese. A partire dalla maggiore inclusività che un’istituzione museale dovrebbe avere all’interno della città, i musei devono varcare le porte delle istituzioni per andare a disseminarsi nei quartieri soprattutto in quelli più disagiati. Le politiche museali devono essere volte a rendere il museo più democratico, anche a livello economico, e più comprensibile. Proprio lo scopo verso cui tende Paolo Giulierini con il suo Mann, museo che nasce in una città come Napoli, un tempo regno della dinastia Borbone e adesso realtà in cui dominano quartieri come Forcella e rione Sanità. Il museo deve diventare una piazza in cui le persone possano incontrarsi e dibattere, attraverso l’antico, delle contemporaneità. Altra sfida che il direttore Giulierini sta affrontando è quella digitale. A marzo uscirà infatti una versione Minecraft del museo ma anche la seconda parte del videogioco “Father and son” che ha avuto parecchio successo, tanto da essere stato scaricato in Cina da 6 milioni di utenti.
Uno studio della Bocconi ha nominato il Mann “primo museo d’Italia” per la forte attività social. Paolo Giulierini dà molta importanza al dialogo, anche tramite i social, con gli utenti, dialogo volto a rendere il museo accessibile a più utenti anche direttamente da casa. Altro problema da cui il sistema museale italiano è afflitto è il disinteresse nei confronti del futuro professionale che offre ai giovani. “Se non capiamo che è un nostro dovere, è inutile continuare a parlare di questo settore come se fosse una miniera d’oro”.




