Il Klimt dissequestrato e ospitato nella Banca di Piacenza

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di Michela Bassi

Il celeberrimo “Ritratto di Signora” del pittore austriaco è quasi a casa. Dopo che la pm Ornella Chicca, che si occupa delle indagine dopo il ritrovamento, ne ha disposto il dissequestro, la tela è stata trasferita dal caveau della Banca d’Italia a quello della Banca di Piacenza. Il presidente della Galleria Ricci Oddi, Massimo Ferrari, giudica questa la decisione migliore per la sicurezza del quadro, dal momento che non è ancora disponibile la teca protettiva in vetro blindato che conterrà il Klimt nel momento in cui sarà esposto. 

Nel frattempo saranno eseguiti piccoli lavori di restauro e la tela verrà collocata nel sua cornice originaria. Alla consegna del prezioso dipinto, trasportato e scortato da carabinieri e poliziotti dotati di giubbotto antiproiettile, era presente anche il presidente del comitato esecutivo della Banca di Piacenza, Corrado Sforza Fogliani. “L’istituto di credito si è fatto carico gratuitamente della custodia del dipinto – queste le parole del presidente Sforza Fogliani – perché riteniamo che questo onere non debba toccare né allo Stato né alla Galleria Ricci Oddi”. Non è dato sapere per quanto tempo il “Ritratto di Signora” sarà ospite presso la Banca di Piacenza. Probabilmente la presentazione si terrà verso la metà di giugno e si tratterà di un evento in grande stile, anche per ribadire ulteriormente l’autenticità della tela e fugare ogni dubbio. Il restauratore che ha visionato il Kilmt, De Paolis, lo ha trovato in un buono stato di conservazione. Corrado Sforza Fogliani ritorna poi anche su una questione che presenta ancora molti punti oscuri: la trattativa per la restituzione del dipinto di Klimt, tra i presunti ladri e gli inquirenti, trattativa in cui la Banca di Piacenza si inserì offrendo una ricompensa. “Ci furono dei ritardi che fecero andare a male quella trattativa, ma credo che gli inquirenti fossero sulla tracce giuste e non escludo che questo ritrovamento sia dovuto al fatto che chi aveva il quadro si sia sentito con il fiato addosso. Era stato dato per certo che si trovasse in una città spagnola ma poi era stato trasferito e se ne erano perse le tracce”. Gli autori del furto, che risale al febbraio del 1997, restano ancora ignoti, così come ancora da chiarire sono i contorni del ritrovamento. Per ora nel registro degli indagati aperto dalla Procura figurano solo tre nomi, due sono indagati per ricettazione e uno per furto. 

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