
“Un paese che privatizza Sanità, Scuola, Giustizia, non può andare da nessuna parte”. Sono certamente un biglietto da visita, meglio: un foglio di congedo eloquente, le parole con cui Giuseppe Miserotti saluta la professione che ha amato moltissimo e si accinge alla pensione, con un anno di anticipo rispetto al previsto.
Il dottor Miserotti è uno dei medici più famosi (aggettivo sicuramente inappropriato, che non gli farà piacere ma che rende benissimo l’idea) della nostra città. Presidente dell’Ordine per un mandato, ha caratterizzato la sua presidenza con quella che ai più è apparsa come una svolta ambientalista fieramente engagée e che forse – il dottore lo dice apertamente – gli è costata la rielezione. Di sicuro Miserotti, come testimonia la bella intervista comparsa su Libertà il 3 ottobre e dalla quale riprendiamo il virgolettato, le cose non le dice in maniera sfumata: “E’ vero, la pensione non mi si addice. Ma proprio perché ho sempre inteso la mia professione come un servizio in difesa della salute delle persone, ora in questa Sanità non mi ritrovo più, non mi sento a mio agio. Il 1992, con la legge 502 che ha trasformato il sistema sanitario da pubblico a privato, è stato l’inizio della fine. Come medici – prosegue Miserotti – siamo entrati a far parte di un’azienda ma il nostro contratto non prevede differenze in base ai risultati come accade in qualunque azienda. Come pazienti, oggi gli italiani sono arrivati a spendere 40 miliardi all’anno per cure private. E’ normale questo? Quando prescrivo visite specialistiche per cui bisogna attendere mesi, l’assistito mi pone delle domande a cui posso solo rispondere che un Paese che privatizza
Sanità, Scuola e Giustizia non può andare da nessuna parte. E io, come medico, mi sento responsabile”.
E nel ricordare l’impegno sui temi ambientali e le contrapposizioni con le amministrazioni locali, l’ex numero uno dell’Ordine (e referente provinciale dell’Isde, medici per l’ambiente) non perde lo spirito battagliero: “Inutile nasconderlo. Negli ultimi anni, i dati dimostrano che l’aspettativa di vita per chi abita in Pianura Padana, diminuisce. L’indice dei tumori è in continuo aumento. Solo il 10 per cento delle persone respira aria ragionevolmente pulita. Non lo dico io, lo dice l’OMS. Si fa presto a parlare di sane abitudini, a convincere le persone che le sigarette sono nocive e poi si vive con una tangenziale di raccordo in piena città e industrie a 250 metri in linea d’area da piazza Cavalli. Piacenza è una terra che sta pagando un tributo molto caro per aver rifornito di energia mezza Italia”.
Una considerazione importante, infine, il dottor Miserotti la dedica al rapporto con i pazienti nell’era di Wikipedia: “Partiamo dal presupposto che la medicina non è una scienza. E’una serie di conoscenze scientifiche che vengono applicate su ciascun individuo. Quindi, su persone uniche, diverse. La “ricetta” standardizzata che si trova in Internet non esiste perché, essendo i pazienti unici, la reazione e gli effetti su ciascuno di loro sono diversi. E’ vero, oggi i pazienti sono molto più informati e leggono molto di più. Ma bisogna stare attenti ai tifosi di Wikipedia. Quando mi trovo di fronte pazienti che si fanno le domande e si danno le risposte, io me la cavo sempre con un “ma scusi, se lei ha già capito cos’ha, cosa è venuto a fare da me?”




