Il Comune mette in campo Arthemisia per valorizzare il Klimt

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“L’obiettivo dell’amministrazione comunale è sempre stato uno soltanto: valorizzare lo splendido “Ritratto di Signora” di Klimt e creare intorno a questo capolavoro un grande evento in grado di valorizzare sia la Galleria Ricci Oddi, sia la città di Piacenza. In quest’ottica ci siamo rivolti ad Arthemisia, per riuscire ad elaborare un progetto da offrire alla Galleria”. 

A parlare è l’assessore alla cultura Jonathan Papamarenghi che così commenta la decisione, presa dal cda della Galleria, di organizzare il ritorno a casa del capolavoro di Klimt il giorno 28 novembre. Ma se la data appare ormai stabilita e il luogo pure (la Galleria Ricci Oddi), “come” la Signora farà il suo ritorno a casa è ancora tutto da stabilire. È questo il fattore decisivo del Klimt ritrovato. 

Arthemisia è un nome poco conosciuto ai non addetti ai lavori, ma molto popolare tra gli appassionati d’arte. Si tratta infatti di un’azienda leader in Italia nell’allestimento, realizzazione e organizzazione di mostre d’arte. “Un punto di riferimento”, così si definisce l’agenzia nell’homepage del proprio sito internet, dove vengono snocciolate anche le cifre del loro successo: 700 mostre, 60 milioni di visitatori, 52mila opere esposte e 19 anni d’esperienza nella realizzazione di mostre artistiche. Non è da meno la caratura degli artisti trattati: si va da Warhol a Chagall a Vermeer e tanti altri, spaziando da San Pietroburgo a Madrid, da Roma a Shanghai. È chiaro quindi che, affidandosi a professioni numero uno nel settore, si potrebbe realizzare intorno al “Ritratto di Signora” quel grande evento che il Comune auspica da un anno. “Un loro team ha fatto un sopralluogo alla Ricci Oddi – prosegue Papamarenghi – e si è fatto un’idea di come si potrebbe costruire la mostra, immaginandola come un percorso lungo le opere della Galleria, al termine del quale si collocherebbe il ritratto di Klimt come apice”.  Arthemisia ha anche elaborato un progetto di comunicazione dell’evento “perché è molto importante raggiungere il maggior numero di persone possibili per far sapere loro cosa si sta organizzando” e, nell’era della comunicazione multimediale, è fondamentale imboccare i canali giusti. 

“Arthemisia – spiega ancora Papamarenghi – ha previsto, covid permettendo, una preview dell’evento per giornalisti e addetti ai lavori. Il lancio ufficiale sarebbe però l’8 dicembre, in corrispondenza con il ponte dell’Immacolata, festività strategica che permetterebbe di “lanciare” la mostra in vista delle festività natalizie. Per quanto riguarda i costi, si tratterebbe di un progetto co-finanziato, ad Arthemisia andrebbe una percentuale dei biglietti fatti dalla mostra; in questo modo, spiegano dal Comune, i costi sarebbero abbattuti del 50%. Audio guide e materiale multimediale, oggi assolutamente assenti alla Galleria Ricci Oddi, darebbero la possibilità di fruire in modo più ricco della mostra. Ma non si tratterebbe solo di questo: l’evento darebbe la possibilità di valorizzare non solo i tesori della Galleria, ma anche quelli di tutta la città, sia le bellezze artistiche che quelle enogastronomiche. Sarebbe poi di vitale importanza instaurare un legame con la Fondazione Klimt viennese, in modo da permettere a Piacenza di entrare in connessione con il mondo dell’arte, cosa da cui la nostra città sembra esclusa. 

“Questo è il progetto che abbiamo sottoposto ai consiglieri che rappresentano il Comune del cda della Ricci Oddi (Massimo Ferrari e Giovanni Giuffrida)”, conclude Papamarenghi. Si tratta di una proposta che rispecchia le parole pronunciate dalle discendenti di Giuseppe Ricci Oddi: “lavorare insieme, senza dividersi, in sinergia, senza personalismi per il bene della Galleria e della città”. 

Non ci resta che aspettare la decisione che il cda della Galleria Ricci Oddi dovrà prendere.

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